Ferrari, Aston Martin, Porsche e... Le stradali sono più potenti che a Le Mans

La Classe LMGT3 è ricca di protagoniste derivate dalle vetture da strada, tutte "frenate" nella potenza massima e specializzate come veri prototipi da corsa
Ferrari, Aston Martin, Porsche e... Le stradali sono più potenti che a Le Mans

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 10 giugno 2026, 16:25 (Aggiornato il 11 giu 2026 alle 07:57)

Apparentemente simili, eppure, diversissime, al limite da poter essere considerati dei prototipi. Sono le vetture che corrono la 24 Ore di Le Mans in Classe LMGT3, progetti che per essere iscritti al mondiale Endurance devono essere derivati da auto stradali prodotte in almeno 2.500 esemplari. È la condizione minima, dopodiché si tratta di vetture che, sebbene derivate dalle declinazioni stradali, hanno soluzioni tecniche diversissime, fino al punto di progettazioni “in blocchi”, come nel caso della Ferrari 296 LMGT3, ottimizzata per poter intervenire sulla vettura e sostituire interi pezzi della vettura in relativamente poco tempo. Un’esigenza fondamentale nelle gare di durata.

Aston Martin Vantage, BMW M4, Chevrolet Corvette Z06, Ferrari 296, Ford Mustang, Lexus RC, McLaren 720S, Mercedes-AMG GT e Porsche 911 GT3 sono le protagoniste della Classe e non condividono le specifiche dei modelli di serie, men che meno i valori di potenza, che sono limitati dal regolamento e dal Balance of Performance a circa 520 cavalli. Un livellamento necessario per consentire il confronto sportivo tra vetture diversissime e la conseguenza di versioni stradali spesso molto più potenti delle LMGT3.

Aston Martin Vantage

Aston Martin Vantage LMGT3 conserva il frazionamento e cilindrata del motore V8 4 litri di serie, che sviluppa sì 680 cavalli ma ha anche un peso di 1.745 kg, diversamente dalla possibilità che dà il regolamento di scendere fino a 1.245 kg di peso minimo.

BMW M4

Tra i modelli con il minor gap di potenza tra LMGT3 e stradale troviamo la BMW M4, accreditata nella versione CS, da 172 mila euro sul mercato italiano, di 550 cavalli con il 6 cilindri 3 litri twin turbo. Al di là dell’alleggerimento rispetto agli oltre 1.800 kg di peso in gioco, tutte le derivate dalla serie sfruttano gli ingombri massimi, fino a 5,02 metri di lunghezza, per sviluppare il pacchetto aerodinamico che dà prestazione in curva, fondamentale in pista molto più della velocità massima.

Infatti, se le supercar in questione sono in grado in diversi casi di oltrepassare i 300 km/h, a Le Mans la velocità di punta difficilmente supera tale soglia e, nei test di preparazione, hanno visto le Corvette Z06 LMGT3 raggiungere i 296 km/h sui lunghi rettilinei dell’Hunaudieres.

Corvette Z06

Da BMW si passa a Corvette, che rappresenta un caso non raro. La progettazione dell’attuale modello di serie è nata tenendo in considerazione le esigenze delle corse, con il posizionamento del motore posteriore-centrale per essere competitiva tra le LMGT3. Il V8 aspirato della Z06 stradale è un 5.5 litri da ben 646 cavalli.

Un’altra specificità delle vetture LMGT3 è l’adozione di un cambio sequenziale 6 marce da corsa, diversamente dalle trasmissioni automatiche o doppia frizione in uso sulle stradali. Differenze nette, mirate alla massima prestazione - come gli ingranaggi a denti dritti -, anziché all’equilibrio tra prestazione, comfort e fruibilità su strada.

Ford Mustang

Da Corvette a un’altra “americana”, Ford Mustang. La GTD sovralimentata con volumetrico è la versione di punta che si può guidare su strada, con un V8 5.2 litri da 800 cavalli, rispetto alla quale la Mustang LMGT3 impiega un otto cilindri aspirato e da 5.4 litri di cubatura.

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