Stellantis, Filosa: rilancio Maserati e partner a Cassino. L'Italia costa troppo

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 17 giugno 2026, 15:21 (Aggiornato il 17 giugno 2026, 14:09)
Nel corso dell’audizione parlamentare a Montecitorio di Antonio Filosa, sugli impegni del Gruppo Stellantis in Italia, il tema Cassino e Maserati hanno avuto una centralità prevedibile. Si dovrà attendere il prossimo dicembre per scoprire tutti i dettagli del piano industriale intorno alla casa del Tridente, con due modelli già annunciati ed entrambi nel segmento E.
Intorno allo stabilimento, invece, Filosa ha confermato le discussioni in atto anche con altri partner industriali: “Cassino sono consapevole delle aspettative sulle soluzioni che abbiamo in mente, non posso condividere i dettagli ma confermare che siamo al lavoro anche con potenziali partner per il futuro di Cassino, che è legato al futuro Maserati. Al momento stiamo lavorando con la gamma attuale (Alfa Romeo; ndr) e l’arrivo di una nuova Grecale dal 2027 (il restyling; ndr). Maserati andrà a completare la nostra strategia globale e vedrete si confermerà icona italiana di stile ed eleganza. Tutti i marchi italiani contribuiranno ad ampliare la nostra offerta”.
Nei mesi scorsi in più occasioni su Cassino si sono registrate le voci di un possibile interessamento da parte di Byd. Rumours mai commentati da Stellantis e sui quali, invece, sono da appuntare le reazioni del costruttore cinese, che ha sottolineato la preferenza, nella propria strategia di espansione su altri siti produttivi europei, verso una gestione diretta degli stabilimenti.
"A Cassino, nel 2027, introdurremo la nuova Maserati Grecale ed è un passo in avanti verso l’aumento della produzione. Nei prossimi mesi inizieremo a lavorare su serie speciali Alfa Romeo e su importanti aggiornamenti di prodotto della Giulia e della Stelvio.
Introdurremo due ammiraglie Maserati, citerò dei nomi che evocano nomi bellissimi. Quelli che chiamavamo Biturbo, Quattroporte e, recentemente, Levante", ha svelato Filosa. Non abbiamo ancora comunicato il piano industriale perché stiamo negoziando con due partner che possono portarci tecnologie, sviluppo e una serie di importanti idee sulle quali puntare nel futuro. Maserati non è in vendita, Cassino non è in vendita: possono arrivare partnership produttive e di sviluppo".
Fiat, Alfa e Maserati: una visione chiara sull'Italia
“In Italia continueremo a investire in modo significativo, il nostro Paese non deve sentirsi secondo a nessuno. Abbiamo una visione chiara per l’Italia, a partire da Fiat, proseguendo con Lancia che abbiamo deciso di proiettare nel futuro in sinergia con Fiat. Alfa continuerà a rafforzare il proprio posizionamento distintivo, anche grazie all’eccellenza produttiva italiana. Lo farà in segmenti chiave. Con Maserati stiamo ridefinendo un ambizioso piano strategico che presenteremo a Modena a fine anno e comprenderà l’arrivo di due modelli del segmento delle ammiraglie”, ha aggiunto Filosa. Futuro prossimo di Alfa Romeo che passerà da Melfi con la produzione del nuovo modello di segmento C, mentre Pomigliano diverrà l'hub per la produzione delle E-Car, con almeno due modelli: “L’italia Sarà l’hub produttivo delle auto piccole a Mirafiori e Pomigliano, delle vetture di fascia medio-alta e lusso a Melfi, Cassino e Modena. Dei veicoli commerciali ad Atessa.
A Pomigliano, la prima novità importante è la produzione della E-Car entro il 2028, avvieremo la produzione di almeno due modelli, forse tre, ad alti volumi. Auto piccole, elettriche, europee ed ecologiche, tutte Made in Europe per dare slancio all’intera filiera produttiva. Con un prezzo intorno ai 15 mila euro saranno più accessibili e si aggiungeranno alla Fiat andina ibrida, che verrà prodotta almeno fino al 2030".
Al di là del “cosa” produrre e “dove”, l’a.d. del Gruppo ha toccato due temi non nuovi quando si discute della competitività industriale del sistema Italia rispetto al contesto europeo. Il tema del costo dell’energia e del costo del lavoro.
Energia e lavoro costano troppo
“Per sostenere gli investimenti abbiamo bisogno di competitività e regole. Dietro al nostro piano c’è uno sforzo significativo di risorse e investimenti. Questo sforzo è reso ancora più difficile dal contesto sia nazionale che europeo. Conoscete già i limiti competitivi del nostro paese e la complessità delle regole europee. Il costo dell’energia è un tema sentito ogni giorno, il rischio è che ci si abitui, al punto da considerarlo una situazione fisiologica: non lo è, non deve e non può esserlo.
Il costo dell’energia per Stellantis in Italia è stato di 205 euro per megawatt/ora, mentre il Spagna abbiamo pagato in media 90 euro, in Francia 100 ero. Questo divario non è sostenibile da noi come dai nostri fornitori. Riconosciamo gli impegni del governo e apprezziamo le misure per contenere il peso delle bollette, vanno nella direzione corretta”, ha sottolineato Filosa. “La situazione tuttavia richiede iniziative straordinarie, noi stiamo portando avanti iniziative importanti (la richiesta di status di industria energivora; ndr)
Parlando di competitività non posso non citare il costo del lavoro. Serve introdurre misure di flessibilità, come fatto in Spagna. Una flessibilità che gratifichi e tuteli le persone e sintonizzi le persone, il mercato e le misure esogene. In questo senso vanno le misure introdotte dal Parlamento con il d.l. Primo maggio. Solo agendo su aspetti fondamentali come energia e costo del lavoro potremo confermare l’impegno odierno nel successo industriale e sostenibile dell’Italia di domani”.
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