Ford e GM si sfidano per l'esercito USA. Nascono nuovi miti come Hummer e Defender?

Ci sarà anche un terzo costruttore nel bando americano. Già in passato dai veicoli militari sono derivati modelli indimenticabili
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Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 3 agosto 2026, 09:44

Ford, GM Defense o BC Customs per il nuovo mezzo tattico 2027

Il prossimo passo, che scopriremo nel 2027, vedrà una tra Ford, GM Defense e BC Customs, fornire all’esercito statunitense il nuovo veicolo ISV-H, sigla che nasconde l’identikit del progetto: Infantry Squad Vehicle-Heavy (mezzo pesante per le squadre di fanteria; ndr). Servirà a muovere uomini sul terreno e dovrà essere una postazione di guerra nelle modalità ibride che, in modi nuovi, diversi, non meno drammatici e fallimentari, caratterizzano i conflitti.

GM Defense sta lavorando a un mezzo derivato dal pick-up Silverado 3500 HD (in foto il prototipo), Ford sulla base del suo F-Series Super-Duty, probabilmente l’F-350. Sarà un progetto scollegato da ogni derivazione stradale quello degli specialisti di BC Defense, sul quale non si hanno dettagli.

Cosa dovrà fare il nuovo mezzo tattico militare USA

Il bando dell’amministrazione statunitense prevede la fornitura a inizio 2027 di 9 prototipi tra i tre partecipanti al bando, che verranno testati prima di individuare il vincitore della gara e la successiva fornitura di 34 esemplari già il prossimo anno. Tra i requisiti del progetto, è richiesta un’abitabilità 6 posti, con sedili posteriori girevoli. Dovrà essere un mezzo in grado di trasformarsi in veicolo di trasporto feriti senza la necessità di usare attrezzi specifici. Inoltre, dovrà avere una portata di oltre 1.800 kg e una capacità di traino di circa 3 tonnellate. Soprattutto, dovrà essere una postazione di controllo degli strumenti di guerra ibrida, come i droni e in quanto tale avrà bisogno di un generatore d’energia elettrica da 60 kW, integrato e non più sotto forma di carrello al seguito. Dovrà erogare corrente in alta tensione e alimentare anche dispositivi a 28 e 120 volt.

Servirà per i dispositivi di guida dei droni, per alimentare i sensori radar, le armi laser, i sistemi di comunicazione, i jammer per disturbare le frequenze. Sul piano di architettura “simil-automobilistica”, dovranno essere dei veicoli con sistemi di guida by-wire: acceleratore, freno e volante, privi di interfacce meccaniche, tutto controllato da attuatori elettrici, ovviamente con schemi di fail safe in caso di malfunzionamento, nell’ottica futura di un comando anche da remoto, senza alcun militare al volante.

Un rinnovamento della “flotta” di mezzi tattici militari che si inserisce in una fase storica in cui, in Europa, con una strategia di incremento della spesa bellica decisa a Bruxelles, alcuni impianti dell’industria automobilistica di case in crisi nella capacità di far fronte alle sfide del mercato, hanno trovato (e troveranno) sbocchi anche nella produzione di singoli componenti o droni per un diverso modo di andare alla guerra, sempre uguale nell’esito.

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