Smart #2 è arrivata: si mostra con sei murales nel mondo

Dopo Shanghai, Buenos Aires, Melbourne e Parigi, la nuova smart #2 deve ancora apparire in altre due città. La citycar si svela attraverso le opere di sei artisti

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Luca TalottaLuca Talotta

Pubblicato il 4 agosto 2026, 15:47

La smart #2 sta tornando, ma per mostrarne le forme il marchio ha scelto una strada decisamente diversa dal tradizionale teaser automobilistico. Niente telo sollevato lentamente, fotografie in penombra o dettagli della carrozzeria pubblicati uno alla volta: la nuova citycar elettrica viene anticipata attraverso una campagna di street art distribuita in sei città del mondo. Il progetto è ormai entrato nella fase decisiva.

I murales dedicati alla vettura sono comparsi a Shanghai, Buenos Aires, Melbourne e Parigi, mentre mancano ancora due capitoli per completare il racconto. Le prossime destinazioni indicate da smart sono Hong Kong e Berlino, che chiuderanno il percorso internazionale costruito attorno alla futura erede della fortwo.

La campagna non mostra ancora la vettura attraverso fotografie convenzionali, ma permette di osservare progressivamente la sua silhouette e alcuni elementi del design esterno. Qualcosa sta prendendo forma attraverso sei metropoli, come ha spiegato il marchio presentando l’iniziativa sui propri canali social.

Sei città per ricostruire la nuova smart #2

L’idea è trasformare ogni tappa in un frammento di un’unica presentazione globale. Le opere non rappresentano semplicemente la smart #2: cercano di inserirla nel linguaggio, nell’architettura e nell’identità visiva delle città selezionate. A Shanghai il messaggio scelto è stato «Small car. Big moves», ovvero “piccola auto, grandi mosse”. Insieme all’artista Zhu Bin, smart ha collocato simbolicamente la nuova due posti nel luogo per il quale è stata progettata: il centro della città, tra traffico, palazzi e spazi urbani sempre più complessi.

Non si tratta soltanto di una frase pubblicitaria. La compattezza è tornata a essere un tema centrale per l’automobile, soprattutto nelle grandi metropoli. Mentre il mercato ha inseguito per anni dimensioni, potenza e massa sempre maggiori, la smart #2 prova a difendere una diversa interpretazione della mobilità: occupare meno spazio senza rinunciare a sicurezza, tecnologia e qualità.

Buenos Aires trasforma la citycar in un’opera monumentale

La seconda tappa è stata Buenos Aires, dove smart ha lavorato con l’artista conosciuto come Ron Muralist. Qui la piccola vettura è diventata paradossalmente un’immagine fuori scala, rappresentata attraverso un murale di grandi dimensioni. Il contrasto è voluto: una delle automobili più compatte del mercato viene raccontata mediante un’opera monumentale. Il messaggio «Todo a lo grande» gioca proprio su questa contrapposizione, ricordando che una vettura urbana non deve necessariamente avere dimensioni imponenti per produrre un impatto rilevante.

La smart #2 nasce infatti per riportare il marchio in un segmento che conosce profondamente. La fortwo aveva dimostrato che anche un’automobile lunga poco più di due metri e mezzo poteva diventare un oggetto desiderabile, riconoscibile e persino premium. Riprendere oggi quella filosofia significa anche ribadire che la soluzione ai problemi delle città non può essere soltanto costruire automobili sempre più grandi.

Melbourne, l’architettura entra nel disegno

A Melbourne è stata l’artista Georgia Laurie a interpretare la vettura, lasciando che l’architettura della città contribuisse alla composizione dell’opera. Nel messaggio diffuso da smart, la #2 non viene descritta come un’automobile che si limita ad attraversare gli spazi urbani: appartiene a quegli spazi. È probabilmente questo il passaggio che sintetizza meglio la filosofia del progetto. La smart #2 non vuole essere una grande automobile adattata con fatica alla città, ma un modello progettato fin dall’inizio per muoversi nelle strade congestionate, entrare nei parcheggi più stretti e ridurre l’ingombro senza trasformare la compattezza in una rinuncia.

Melbourne, considerata una delle capitali internazionali della street art, ha fornito così uno degli scenari più coerenti dell’intera campagna. Il tono scelto dal marchio resta giocoso: «It’s coming back», sta tornando, accompagnato dai concetti di agilità e leggerezza che hanno storicamente definito smart.

Continua a leggere per scoprire dove appariranno gli ultimi due murales.

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