Stangata accise, sconto a metà: dimezzato il taglio al diesel. UNC: "Un autogol"
Fabrizio Cicciarelli
Pubblicato il 6 giugno 2026, 13:54 (Aggiornato il 6 giugno 2026, 12:08)
Taglio del taglio. Lo sconto sulle accise dimezza ancora, almeno per quanto riguarda il diesel. Il nuovo decreto del Mef, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella mattinata di sabato, rivede a ribasso l'importo dello sconto sul gasolio, decurtato da 10 a 5 centesimi più Iva.
Una parificazione al beneficio che riguarda la benzina, confermato a 5 centesimi più Iva. La misura sarà in vigore fino al prossimo 3 luglio. Si tratta dell'ultimo provvedimento di questo tipo, a cui seguiranno misure alternative come un bonus per i lavoratori dipendenti ed estensioni delle soglie di fringe benefit.
Lo stanziamento necessario per la misura ammonta a poco meno di 150 milioni, derivanti dall'extra gettito dell'Iva. Il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, specifica che a compensare le minori entrate si provvede "con quota parte, pari a 149,4 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal primo maggio al 31 maggio 2026 in relazione ai versamenti periodici dell'imposta sul valore aggiunto".
UNC: Una pessima idea
Una brutta notizia per gli automobilisti, che ha subito innescato la reazione dell'Unione Nazionale Consumatori. "Una pessima idea. Il Governo continua a ridurre lo sconto sulle accise. Questa volta - sottolinea Massimiliano Dona, presidente UNC - è ritoccato al gasolio, la volta precedente alla benzina. Una decisione assurda considerato che oggi il gasolio si paga ancora 2,072 euro in autostrada. Il che vuol dire che, a prezzi industriali costanti, domani varcherà nuovamente la soglia di 2,1 euro al litro, arrivando a 2,133 euro, pari ad un aggravio di 3 euro e 5 cent per un rifornimento di 50 litri".
"Non va molto meglio nelle strade normali - aggiunge Dona - dove salirà oltre i 2 euro, da 1,980 di oggi a 2,041. Evidentemente non si rendono conto di quello che ha detto ieri l'Istat, ossia che "il forte aumento delle quotazioni delle materie prime energetiche ha già cominciato a traslarsi sui prezzi al consumo … con possibili conseguenze sull'andamento dei consumi". Insomma, è stato un autogol".
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