Caro carburanti, Urso convoca le compagnie petrolifere: adeguare in fretta i prezzi

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 30 giugno 2026, 21:35
Ancora pochi giorni e, dal 4 luglio, le accise torneranno al regime ordinario, che vorrà dire 6,1 centesimi di euro al litro in più sui prezzi di benzina e gasolio. Con questa scadenza che si avvicina e in un contesto che vede la precaria tregua tra Iran e Stati Uniti fare i conti con molti dettagli ancora aperti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato i principali rappresentati delle compagnie petrolifere in Italia. Quarantacinque minuti di incontro, secondo quanto reso noto da fonti del ministero, per chiedere che venga trasferito il più in fretta possibile il calo delle quotazioni del petrolio ai prezzi alla pompa.
Un incontro che avviene mentre sui punti caldi della tregua tra USA e Iran si registra la possibilità, discussa tra Iran e Oman, di un transito dallo Stretto di Hormuz soggetto al pagamento di un pedaggio. Una condizione nuova rispetto al transito libero e gratuito vantato dagli Stati Uniti nel memorandum di tregua con l'Iran.
Prezzi in diminuzione ma non basta
Alla vigilia dell’incontro odierno, Urso presentava la convocazione delle compagnie petrolifere per “richiamarle alla responsabilità nell’adeguare più velocemente possibile il prezzo dei carburanti all’andamento dei mercati”.
Il meccanismo di lento calo dei prezzi rispetto all’andamento delle quotazioni del petrolio è noto e si lega, anzitutto, allo smaltimento dei rifornimenti presso le stazioni di servizio, in un calcolo di massimizzazione dei profitti da parte delle compagnie.
La diminuzione lenta dei prezzi alla pompa, che ha raggiunto 1,807 euro/litro per la benzina e 1,888 euro/litro per il diesel, resta molto distante dai prezzi antecedenti al conflitto. Se questi dovessero restare i prezzi dopo il 3 luglio, con l’applicazione dei 6,1 centesimi di accise finora neutralizzati i valori farebbero un balzo a 1,87 euro/litro per la benzina, 1,95 euro/litro per il diesel, nuova soglia dalla quale proseguire il calo.
I prezzi del ritorno alla "normalità"
Già, ma quando potremo dire che il caro carburanti sarà rientrato? Quando i prezzi alla pompa torneranno a 1,67 euro/litro (benzina) e 1,73 euro/litro (diesel), valori di fine febbraio, prima che iniziasse l’attacco di USA e Israele in Iran. Com'è evidente c'è un sostanziale gap di prezzo da colmare, nell'ordine dei 20 centesimi di euro, che pare irrealistico possa essere neutralizzato per intero entro la scadenza del taglio delle accise, andando ad allineare quotazioni del petrolio e prezzi alla pompa come nello scenario precedente all’inizio della guerra.
Tornando all’incontro tra il ministro Urso e le compagnie petrolifere, secondo quanto riporta l’Ansa, "l’incontro avrebbe visto una forte presa di posizione da parte del ministro. I rappresentanti delle compagnie petrolifere non hanno rilasciato dichiarazioni”.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading

