BMW "tarocche", la fabbrica pirata sul Baltico: come i russi aggirano le sanzioni

Attingendo alle scorte del 2022 e con il supporto di componenti prodotti localmente, Avtotor ha prodotto e immesso sul mercato oltre 100 esemplari di suv X5, X6 e X7

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 3 luglio 2026, 17:22 (Aggiornato il 3 luglio 2026, 15:33)

Com’è possibile che in Russia si possano acquistare ancora modelli di case europee, nonostante siano uscite dal mercato a seguito dell’invasione dell’Ucraina, nel 2022? Oltre alle importazioni parallele, da Paesi che intrattengono rapporti economici con la Russia, vedi la Cina, è balzato alle cronache il caso, riportato dal giornale russo Kommersant, di vetture BMW assemblate presso l’impianto di Avtotor a Kaliningrad.

X5, X6 e X7, 145 esemplari in totale sono stati prodotti e venduti nel 2025, ricorrendo a scorte di componenti presenti nel sito sin dal 2022, anno in cui il Gruppo tedesco, come molti altri europei presenti in Russia, ha deciso di interrompere le attività di produzione e distribuzione dei propri modelli. 

Il mix di componenti e ricambi

Ricorrendo alla produzione CKO - Completely Knocked Down, presso lo stabilimento di Kaliningrad di Avtotor, che non ha alcun legame dal 2022 con il Gruppo tedesco, vengono "messe insieme" le vetture e vendute a prezzi fino a 150 mila euro al cambio attuale col rublo. Nel 2021 una X5 aveva un prezzo di circa 100 mila euro al cambio rublo-euro del tempo e, sebbene i prezzi delle vetture assemblate da Avtotor possano sembrare fuori mercato, sono comunque inferiori al costo di una BMW acquistata mediante canali di importazione parallela.

Continua a leggere per sapere come vengono prodotte le BMW "tarocche"

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