Adas, troppa fiducia rispetto ai rischi? Todt: "Innovazione sia responsabile"
Fabiano Polimeni
Pubblicato il 15 luglio 2026, 18:17 (Aggiornato il 15 luglio 2026, 16:23)
È un tema reale che il proliferare di sistemi di assistenza alla guida abbiano deresponsabilizzato dei guidatori mediamente già non così attenti e ligi all’impegno del guidare un veicolo. Dalle distrazioni al volante alla convinzione che un certo Adas possa intervenire quale che sia lo scenario, dimenticandosi, troppe volte, dei limiti della fisica e di tutta una serie di condizioni ulteriori necessarie perché i sistemi Adas lavorino al meglio delle loro potenzialità.
"Oggi le persone non sono sicure sulla strada", ha dichiarato Jean Todt, Inviato speciale dell'Onu per la sicurezza stradale. "Per affrontare questa pandemia silenziosa servono innovazione responsabile, regolamentazione efficace e investimenti seri. La fiducia sulla strada non dovrebbe essere data per scontata: va conquistata. La ricerca e il confronto sulla sicurezza stradale sono importanti, ma solo l’azione può salvare vite".
Una comunicazione troppo ottimistica
Su quest’ultimo punto, i professionisti del settore che hanno partecipato allo studio Safety in Motion ritiene (65%) che la comunicazione e il marketing degli Adas esageri le capacità reali di tali sistemi. Manca, alla base, un obbligo di legge che imponga di rivelare le reali capacità di un dato sistema di assistenza alla guida. Va detto che per un altro 65% la comunicazione in materia da parte delle case è corretta. Per il 63%, invece, servirebbe un’adozione di termini e descrizioni che siano costanti, mettendo un freno al dilagare di definizioni commerciali, variabili tra le case auto, su sistemi simili. Una confusione che non aiuta nel capire i limiti di funzionamento di un certo Adas.
Gli europei fiduciosi critici
Dalla ricerca, gli utenti italiani - automobilisti e chi tra gli intervistati si sposta quotidianamente - sono stati classificati insieme a francesi e tedeschi tra chi si “fida con pragmatismo”. Safety in Motion indica il rischio che diventino scettici se l’automazione appare poco trasparente o superflua; mentre apprezzano spiegazioni chiare, vantaggi pratici e prove concrete e visibili. Secondo Economist Enterprise il settore dovrebbe “evitare messaggi astratti o descrizioni tecnologiche che ricordano una “scatola nera”.
Gli intervistati brasiliani, cinesi e indiani sono considerati tra i più ottimisti, inglesi e statunitensi finiscono tra i “negoziatori della fiducia”, mentre giapponesi e sud coreani son ritenuti “guardiani della fiducia” e anche il più piccolo cedimento può minare la loro fiducia.
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