Auto elettriche e riesame 2035: von der Leyen, la e-car e il segnale politico all'industria dell'auto

Verso il Consiglio europeo di giovedì il tema dell'industria automobilistica e il riesame degli obiettivi 2035 è tra quelli strategici nel lavoro della Commissione
Auto elettriche e riesame 2035: von der Leyen, la e-car e il segnale politico all'industria dell'auto
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Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 22 ottobre 2025, 15:10 (Aggiornato il 23 ott 2025 alle 07:32)

L’intenzione di arrivare al riesame degli obiettivi 2035 in materia di emissioni di CO2, nel settore automotive, entro fine anno non è una novità. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, lo ha tuttavia ribadito alla vigilia del Consiglio europeo di giovedì 23 ottobre, chiarendo quanto già emerso nell’ultimo incontro del Dialogo strategico sul futuro dell’industria automotive.

Ecco, più della data, a questo punto, rilevano i contenuti. Come verrà rivisto l’obiettivo delle emissioni zero a partire dal 2035 nel settore dell’automotive? È la pietra miliare posta dalla prima Commissione von der Leyen, il piano Fit for 55 adesso al centro di una correzione di rotta necessaria, improntata al realismo della lenta diffusione dell’auto elettrica e delle mille (prevedibili) difficoltà legate alle possibilità di ricarica, senza tralasciare l’accessibilità finanziaria dei veicoli.

Rivedere il 2035 aprendo ai combustibili a basse emissioni

Se la prima Commissione von der Leyen, accogliendo le pressioni della Germania, inserì l’eccezione degli e-fuel tra i carburanti “sostenibili” e ammessi dopo il 2035, sul tavolo resta il tema caro all’Italia, dei biocarburanti: "Nella preparazione della revisione stiamo valutando il ruolo dei carburanti a zero e basse emissioni nella transizione verso un trasporto su strada a zero emissioni oltre il 2030, come gli e-fuel - per i quali mi sono già impegnata nelle linee guida - e i biocarburanti avanzati”, si legge nella lettera ai premier europei verso l’incontro di giovedì.

Aperture che devono fare i conti con posizioni diverse dei vari Stati membri, tra chi spinge per un dietrofront rispetto alla messa al bando delle auto termiche dal 2035 (posizione italiana e tedesca) e chi, invece, come Francia e Spagna sostiene l’importanza di concedere flessibilità all’industria dell’auto ma senza abdicare all’obiettivo delle emissioni zero. Temi tecnici di strettissima attualità riguardano, inoltre, la possibilità che le citycar abbiano un'incidenza maggiore negli obiettivi di taglio della CO2 che i Costruttori devono rispettare, oltre al ruolo che potranno avere le ibride plug-in dopo il 2035.

La e-car è l'idea di un'elettrica

Un altro passaggio verso l’incontro del Consiglio europeo di giovedì si è registrato con il discorso della presidente von der Leyen al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria. Toccando a margine del discorso il tema automotive, ha fatto nuova luce sull’idea di e-car. La proposta avanzata lo scorso settembre di un’auto economica, prodotta in Europa, pensata per l’ambito urbano. Un’apertura che a molti sembrò essere la “speranza” verso un ritorno a citycar termiche incentivate nella produzione dal legislatore europeo.

von der Leyen ha chiarito come si tratti di una proposta per Small Affordable Electric Cars Initiative”: “(…) Il mio terzo punto riguarda l'accessibilità economica. Come può l'Europa essere competitiva se chi lavora a tempo pieno non riesce a guadagnarsi da vivere? Se non può permettersi di vivere dove ci sono buoni posti di lavoro perché non trova un alloggio? O se i ricavi delle imprese sono erosi da prezzi energetici insostenibili?

L'accessibilità economica è uno dei temi principali del programma di lavoro della Commissione per il 2026. Con il nostro lavoro sull'energia a prezzi accessibili, il piano per alloggi a prezzi accessibili, l'iniziativa per piccole auto elettriche a prezzi accessibili, ma anche, cosa più importante, la legge sui lavori di qualità e il pacchetto sulle competenze e la mobilità equa dei lavoratori. In tutti i settori, il mio punto di vista è lo stesso: la nostra economia deve funzionare sia per le persone che per le imprese”.

Ancora sul punto dell’elettrificazione e gli investimenti europei: “(…) Intensificheremo il sostegno ad alcuni settori strategici. Ad esempio, con un Battery Booster per sostenere la produzione in Europa. E con una nuova serie di iniziative per il settore automobilistico, invieremo un chiaro segnale politico a queste industrie. Ovvero: siete fondamentali per il futuro dell'Europa. Il vostro futuro verrà realizzato in Europa, questo per noi è fondamentale”.

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