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Auto 2035, ampie concessioni in vista per il futuro dei motori termici

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 3 dicembre 2025, 14:57 (Aggiornato il 4 dic 2025 alle 08:43)
Potrebbe non arrivare il 10 dicembre prossimo - attesa data svelata dal commissario Sejourne - il pacchetto di misure che rimodulerà la transizione all’elettrico del settore automobilistico. Potrebbero volerci alcune settimane ancora di lavoro per modellare il nuovo Fit for 55, improntato a un tardivo realismo sui limiti del passaggio al solo elettrico da parte della politica europea.
Le aperture, tuttavia, che si prospettano sono importanti e, al netto di un percorso di elettrificazione che l’Acea, associazione europea dei costruttori di auto, ha scandito di non voler affossare, le concessioni dopo il 2035 potrebbero andare ben al di là dell’ibrido.
Obiettivi e condizioni reali: un'industria da tutelare
In un’intervista al quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt, il commissario per il Trasporto sostenibile e il turismo, Apostolos Tzitzikostas ha chiarito come il lavoro della Commissione sia “aperto a tutte le tecnologie. Vogliamo rimanere fedeli ai nostri obiettivi, ma dobbiamo tenere conto di tutti gli ultimi sviluppi geopolitici e dobbiamo garantire che non venga compromessa la nostra competitività e, allo stesso tempo, aiutare l'industria europea a mantenere il suo vantaggio tecnologico”.
Commissione favorevole alle richieste tedesche
Se le concessioni alle ibride plug-in erano tra i fattori dati per acquisiti, un'eccezione al divieto di vendita di auto termiche dopo il 2035 per com’è attualmente strutturato, le parole di Tzitzikostas concedono un grado ancora maggiore di apertura, a vetture termiche alimentate da carburanti meno inquinanti rispetto ai combustibili di origine fossile. La lettera inviata dal cancelliere Merz alla Commissione europea, a fine novembre, chiedeva di riconoscere delle esenzioni al divieto di vendita a tutti i motori termici efficienti. Il commissario europeo ha, di fatto, svelato un’accoglienza favorevole della Commissione alla lettera e il nuovo Fit for 55 includerà tutti gli sviluppi tecnologici, “compreso il ruolo dei combustibili a emissioni zero e a basse emissioni e dei biocarburanti avanzati”, punto quest'ultimo caro alle istanze italiane. Inoltre, il commissario ha ribadito come la transizione dovrà essere "economicamente sostenibile e socialmente equa” e tutelare i posti di lavoro dell’industria automobilistica europea.
Tre punti apparentemente consolidati
In attesa, quindi, che le misure sul nuovo Fit for 55 vengano annunciate, i punti che emergono con sufficiente chiarezza, oltre alle concessioni ai carburanti non di origine fossile, riguardano: una normativa per l’industria auto sulla riduzione delle emissioni di CO2 che sia differenziata tra auto, veicoli commerciali e mezzi pesanti; la presenza di una categoria di auto e-car, prodotte in Europa e a prezzi accessibili.
Un sostanziale cambiamento di rotta rispetto alle velleità della Commissione presieduta dal primo mandato di Ursula von der Leyen.
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