UNRAE: mercato auto italiano in difficoltà, elettrico ancora frenato

A conferenza di fine anno l’allarme dell’associazione: prezzi alti, politiche discontinue e transizione che senza realismo rischia di rallentare ulteriormente
UNRAE: mercato auto italiano in difficoltà, elettrico ancora frenato

Gianluca GuglielmottiGianluca Guglielmotti

Pubblicato il 16 dicembre 2025, 16:07 (Aggiornato il 18 dic 2025 alle 09:26)

Il mercato automobilistico italiano continua a muoversi in equilibrio precario tra obiettivi ambientali sempre più ambiziosi e una realtà economica che fatica a sostenerli. È questo il quadro emerso dalla conferenza di fine anno dell’UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), che a Roma ha riunito istituzioni, industria e analisti per fare il punto su elettrificazione, fiscalità e competitività. Un contesto definito di “sofferenza cronica”, con il rischio concreto che l’Italia scivoli ai margini del mercato europeo.

Prezzi alti, mercato fermo e parco circolante sempre più vecchio

Negli ultimi cinque anni il prezzo delle autovetture è cresciuto molto più rapidamente del potere d’acquisto, contribuendo a una contrazione strutturale della domanda. Nel confronto con il 2019, il mercato italiano resta sotto di oltre il 20%, mentre l’età media del parco circolante ha raggiunto i 13 anni. Un dato che pesa sia sul fronte ambientale sia su quello della sicurezza. A questo si aggiunge la debolezza del canale aziendale, che in Italia rappresenta poco più di un terzo delle immatricolazioni, ben lontano dai livelli dei principali Paesi europei.

Elettrico in ritardo e politiche europee sotto accusa

Sul fronte della transizione energetica, l’Italia resta fanalino di coda in Europa per diffusione delle auto 100% elettriche, con una quota intorno al 5%. Secondo il presidente UNRAE Roberto Pietrantonio, il problema nasce da un’impostazione regolatoria europea poco pragmatica e non accompagnata da una vera politica industriale. “Negli ultimi anni in Europa l’automobile è stata regolata spesso con ambizioni eccessive e poco ascolto: costruttori e consumatori sono stati messi di fronte a obiettivi non sempre sostenuti da condizioni realistiche”, ha dichiarato Pietrantonio. UNRAE guarda ora con attenzione a una possibile revisione del percorso normativo (in atto in queste ore), chiedendo maggiore flessibilità temporale, il riconoscimento delle tecnologie ponte e misure che favoriscano l’accesso alle elettriche più piccole ed efficienti.

Auto elettriche: consumatori frenati da costi, ricarica e incertezza tecnologica

A rafforzare il messaggio dell’associazione è arrivata la ricerca dell’Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School, presentata durante la conferenza. L’indagine mostra come il principale ostacolo all’adozione dell’auto elettrica resti il prezzo d’acquisto, seguito dalla carenza di infrastrutture di ricarica e dal timore legato alla durata e al costo delle batterie. Nonostante il 90% degli automobilisti percorra meno di 30 km al giorno, il 71% non prevede l’acquisto di un’elettrica nei prossimi tre anni, segno di una distanza ancora ampia tra potenziale tecnico e percezione reale.

La proposta UNRAE: fiscalità e approccio “E”

Per sbloccare il mercato, UNRAE punta con decisione sulla riforma della fiscalità delle auto aziendali. Secondo gli studi presentati, con un esborso pubblico nettamente inferiore rispetto agli incentivi tradizionali sarebbe possibile ottenere risultati più efficaci in termini di immatricolazioni, rinnovo del parco e riduzione delle emissioni. Il messaggio finale è chiaro e va oltre la contrapposizione ideologica tra tecnologie. “Non è BEV o altro, è BEV E altro”, ha ribadito Pietrantonio, invitando istituzioni e informazione a evitare narrazioni divisive e a costruire una transizione basata su dati, realismo e responsabilità. Un approccio che, secondo UNRAE, è l’unica strada per restituire competitività al mercato italiano e credibilità al percorso verso il 2035.

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