Byd punta sull'Ungheria: produzione entro fine anno, Turchia in stand-by

Gli sforzi del marchio cinese sono tutti per mettere in moto lo stabilimento di Szeged nell'ultimo quadrimestre del 2026. Nel frattempo arriva la frenata a Manisa

Fabrizio CicciarelliFabrizio Cicciarelli

Pubblicato il 10 giugno 2026, 15:23

Priorità all’Ungheria. Byd accelera i lavori per la mega-fabbrica di Szeged, con l’obiettivo di avviare la produzione nell’ultimo quadrimestre del 2026. Gli sforzi del Gruppo cinese sono concentrati tutti sullo stabilimento magiaro, tanto da sospendere i progetti per l’apertura di un impianto in Turchia, annunciato nel 2024.

"L'Ungheria è la priorità numero uno in questo momento", ha dichiarato la vicepresidente esecutiva Stella Li in un’intervista a Reuters presso la sede britannica dell'azienda, nella zona ovest di Londra. La manager ha confermato che l’inizio della produzione è previsto entro la fine dell’anno.

"La seconda priorità - ha aggiunto Li - sarà concentrarci sulla ricerca di un secondo stabilimento (di produzione, ndr) in Europa". Inoltre la vicepresidente ha aggiunto che Byd non ha ancora avviato la costruzione di una fabbrica in Turchia e al momento la Casa non ha ancora definito una tempistica per l'inizio della produzione nel Paese.

I ritardi in Ungheria

La produzione sarà avviata con circa un anno di ritardo rispetto alle previsioni iniziali. Lo scorso settembre, Li aveva dichiarato che lo stabilimento di Szeged, nel sud dell’Ungheria e il primo in Europa, avrebbe iniziato a produrre l'auto elettrica compatta Dolphin Surf entro la fine del 2025.

Oltre alla più piccola delle BYD, a Szeged nasceranno altri quattro modelli, a partire dalla Atto 2 elettrica. L’obiettivo dell’azienda è raggiungere rapidamente una produzione annua di 300.000 veicoli nel plant. La produzione di elettriche in Europa permetterebbe di aggirare i dazi dell’Unione Europea.

Turchia in stand-by

Intanto BYD prosegue la ricerca di un sito per il secondo stabilimento produttivo in Europa, una caccia in cui era finito anche l’impianto Stellantis di Cassino, con pure il mistero riguardo un sopralluogo smentito dall’azienda cinese.

E la Turchia? La produzione sarebbe dovuta iniziare quest’anno, dopo che nel 2024  il presidente di Byd aveva firmato un accordo con il ministro turco della Tecnologia per l'apertura di uno stabilimento a Manisa, vicino Smirne, per la produzione di auto elettriche e ibride con un investimento da 1 miliardo di dollari.

Il via alla produzione era previsto per fine 2026, con l'obiettivo di costruire fino a 150mila veicoli ogni anno dando lavoro a 5mila persone.

Secondo quanto riferito dai media turchi, BYD nel 2025 ha venduto 45.537 veicoli in Turchia, diventando il marchio più venduto nel Paese nel settore dei veicoli ibridi plug-in, ma dall'inizio del 2026 le vendite sono diminuite del 63,9% rispetto all’anno precedente, con 6.726 auto vendute. BYD è stata sorpassata da Togg, il marchio turco lanciato nel 2018 e che a partire dal 2022 ha prodotto la prima automobile elettrica sviluppata a livello locale.

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