Il 1978 è un anno agrodolce per la Germania dal punto di vista sportivo. La nazionale di calcio della Germania Ovest (siamo ancora negli anni dell’egida sovietica ad Est) non riesce a replicare la vittoria del Mondiale di quattro anni prima, chiudendo il torneo in Argentina già nella seconda fase a gironi. In F.1 la piccola scuderia ATS ottiene 0 punti in classifica costruttori, mentre il pilota Hans-Joachim Stuck si accontenta di due miseri punticini.

CAR OF THE YEAR 1978: UN’EDIZIONE STORICA

Le soddisfazioni arrivano però dal settore automobilistico: perché nell’edizione 1978 del premio Auto dell’Anno, la Germania piazza un primo e un secondo posto storico, con Porsche e BMW. Storico, ma anche unico: perché sarà l’unica volta in cui a vincere il prestigioso titolo sarà una granturismo, nonché l’unica affermazione Porsche in albo d’oro.

PORSCHE 928: “EREDE” DELLA 911

C’è voluta tutta l’eleganza e la qualità Porsche per far sì che una granturismo coupé potesse vincere il titolo di Auto dell’Anno, in genere riservato alle vetture di fascia media. La Casa di Stoccarda ci riesce con 928, considerata una sorta di “erede” della 911.

Intendiamoci, 911 rimane una categoria a parte, una vettura sportiva dedicata anche alle corse. Solo che a metà degli anni ’70 Porsche deve trovarne una valida alternativa per la strada, rinvigorendo il mercato soprattutto oltreoceano. Per farlo, decidono di adottare una carrozzeria coupé al passo coi tempi e di introdurre due differenze sostanziali rispetto a 911. La prima è lo schema transaxle, il gruppo cambio-differenziale che prevede il cambio (manuale a 5 rapporti o automatico a 4) al retrotreno abbinato a un motore anteriore e alla trazione posteriore. Il propulsore è il protagonista della seconda novità: via il V6 boxer, ecco un V8 4.5 più potente, in alluminio e ad iniezione elettronica in grado di erogare più di 240 CV a 5250 giri/min. I freni a disco e le sospensioni a ruote indipendenti completavano il quadro di un’auto elegante e performante, che sfrecciò verso la conquista del titolo di Auto dell’Anno proprio come riusciva a fare in strada, a 230 km/h.

BMW MEDAGLIA D’ARGENTO

Il settore automotive tedesco completò il bis con il secondo posto ghermito dalla primissima generazione di BMW Serie 7, sigla E23. Uscita sul mercato nel 1977 come Porsche 928, si avvicina alle sue prestazioni senza raggiungerle, configurandosi come auto di lusso, sostituta della E3. Inaugurerà una gamma di successo, che dura ancora oggi: sei generazioni diverse, l’ultima nata nel 2015, con BMW G11 e G12.

Oggi, Porsche e BMW si ritrovano in finale con due modelli completamente diversi: da Stoccarda, con la full electric Taycan, da Monaco con la segmento C Serie 1. Ripetere l’impresa del ’78 è improbabile. Ma, si sa, la storia è fatta di corsi e ricorsi.

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