Nessuna paura di tentare scelte anche fuori dal coro, sempre pronta a stupire con soluzioni tecnologiche coraggiose e affascinanti. Era il lontano 1920 quando, nella prefettura di Hiroshima, in Giappone, Jujiro Matsuda fondava la Toyo Cork Kogyo Co., azienda specializzata nella lavorazione del sughero, cellula primigenia di quella che un giorno sarebbe diventata la Mazda. L’esordio nel mondo della mobilità non tarda ad arrivare. Negli anni ‘30 parte la commercializzazione di un motocarro a tre ruote di concezione simil-motociclistica, il Mazda-Go, prima scintilla di quel Jinba Ittai, cioè la fusione tra cavallo e cavaliere alla ricerca della massima integrazione tra mezzo e pilota, che ancora oggi ispira l’intera produzione del marchio.

IL SUCCESSO DEL WANKEL - I noti fatti che legano la città giapponese di Hiroshima ad uno degli eventi più drammatici della storia del ‘900 - lo scoppio della bomba atomica -  incidono per fortuna solo marginalmente sugli impianti industriali (ancora oggi sede principale dell’azienda), grazie ad una posizione favorevole al riparo di una collina. Così negli anni ‘50, in piena attività produttiva, arriva una delle decisioni più importanti nella storia dell'azienda, quella di investire sul motore rotativo Wankel, destinato a diventare uno degli stendardi tecnologici del brand, a partire dall’affascinante coupé Cosmo Sport che esordì nel 1967, con a bordo un birotore da 998 cm3 dalla potenza massima di 120 CV. Un impegno tecnologico, quello con il Wankel, che passando dalla vittoria alla 24 Ore di Le Mans con la 787B nel 1991 arriva all’ultima coupé RX-8 commercializzata tra il 2003 e il 2012. 

NON SOLO ROTATIVI - Ma il nome Mazda è indissolubilmente legato anche ad altre pietre miliari, come ad esempio la roadster MX-5, la più venduta di sempre nel suo segmento, lanciata ostinatamente sul mercato nel 1989, quando sembrava che questo genere di modelli avesse perso appeal tra gli automobilisti. Quando si dice, il coraggio premia.
Oggi la produzione Mazda spazia in diversi segmenti, senza mai perdere di vista le proprie peculiarità distintive, tra innovazione e voglia di distinguersi, a partire dal raffinato linguaggio stilistico Kodo design, fino all’impegno nello sviluppo del motore a scoppio ideale, oggi culminata nel sofisticato Skyactiv-X, e alla sfida dell’elettrificazione, che il marchio affronta con le idee molto chiare su cosa significhi veramente “impatto zero”. 

FIERA DELLA SUA INDIPENDENZA - Dopo una storia più o meno recente caratterizzata dall’importante presenza di Ford nelle vicende del marchio, da oltre 10 anni Mazda ha riconquistato la propria piena indipendenza sul piano aziendale. Una realtà che, pur non potendo vantare i volumi di altri grossi gruppi, punta orgogliosamente a gestire la propria “filiera” in maniera autonoma, investendo su una produzione originale e ricercata. E scusate se è poco.
Buon compleanno Mazda!