Nei confronti delle auto familiari esiste da sempre un certo pregiudizio: pratiche e spaziose (persino preziose, quando si tratta di caricare bimbi e bagagli) non sono esattamente le prime a venire in mente, quando si parla di fascino ed emozionalità (spesso sacrificati per privilegiare comfort e praticità di carico). 

Mazda, però, ha provato sin dall'inizio a non scendere a compromessi col proprio DNA, riuscendo a infondere personalità e carattere anche alle proprie family-car. Ripercorriamo brevemente la storia dei suoi modelli più rappresentativi.

MAZDA FAMILIA, NOMEN OMEN

Era il 1963, quando esordiva la Mazda Familia/800/1000. Inizialmente prodotta con carrozzeria wagon, la Familia andava incontro a chi cercava un mix tra la praticità di un piccolo furgone e il comfort di un’auto, senza rinunciare ad una linea personale (frutto dell’ingegno dei designers di Bertone) e a una spiccata esuberanza prestazionale.
Sull’onda del successo, ad ampliare la gamma arrivarono poi le varianti berlina e coupé, e persino un pick-up. La seconda generazione, lanciata nel 1967 come Mazda 1000 (più tardi 200/1300), fu tra i primi modelli del Marchio offerti in Europa. Con il nome Mazda 323 (dal 1977), la Familia avrebbe in seguito segnato il segmento delle compatte, per il resto del 20° secolo.

La reputazione di Mazda in fatto di design emozionale risale alle sue prime auto, in particolare alla Mazda Luce/1500/1800 di medie dimensioni introdotta nel 1966. Frutto dell’adattamento di una concept di Bertone e proposta come berlina, wagon o coupé, la Luce fu una delle prime Mazda esportate in Europa. Ha spianato la strada a berline e wagon come la Mazda 818/RX-3, basata sulla Familia, la Mazda Capella/616/RX-2 (entrambe del 1971) e la Mazda 929/RX-4 (1972).

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MAZDA 626, IL VECCHIO CONTINENTE NEL MIRINO

Tra le auto da famiglia più note e diffuse della Casa di Hiroshima figura sicuramente la Mazda 626 (1978), che negli anni ‘80 ha caratterizzato il marchio come il più europeo tra quelli asiatici e ha aiutato la Mazda a raggiungere nuovi record di vendite. Inizialmente disponibile come berlina o coupé, la seconda generazione della 626 (1982) adottò una nuova piattaforma a trazione anteriore, offrendo un interno più comodo e aggiungendo alla gamma anche una spaziosa berlina a cinque porte e la motorizzazione diesel. Con la terza generazione della 626 (1987), arrivò, inoltre, una versione wagon a 7 posti e per alcuni mercati, anche la trazione integrale. Seguirono altre due generazioni della 626 prima di concludere la sua vita nel 2002 nella maggior parte del mondo.

MAZDA6, ALLA CONQUISTA DEL 21° SECOLO

La sua erede, presentata al mondo nel 2002, fu la prima generazione della Mazda6, nelle varianti wagon, berlina e hatchback, segnando il consolidamento dei modelli Mazda più grandi (compresi Xedos 9/Millenia e Sentia, quest’ultima riservata al Giappone) in un unico modello. Design d’avanguardia e maneggevolezza da sportiva, le sue armi migliori, la Mazda6 ha ottenuto un successo importante, con un milione di unità vendute dopo appena quattro anni, e due milioni nel 2010 (con la seconda generazione). La Casa giapponese ne propose anche una versione a trazione integrale ad alte prestazioni, in Europa battezzata Mazd6 MPS, che era in grado di raggiungere i 240 km/h.
Nell’attuale terza generazione (dal 2012), la Mazda6 si contraddistingue per l’affascinante design Kodo e la tecnologia Skyactiv.

VAN MAZDA, C’È POSTO PER TUTTI

Otto posti a sedere in appena 3,77 metri di lunghezza. Era il 1966, quando Mazda Bongo giungeva sul mercato. Nel 1983, il lussuoso Bongo Sky Lounge proponeva un sistema di aria condizionata a energia solare. Conosciuto in Europa come Serie E e apprezzato negli angoli più remoti del mondo come corriera indistruttibile e come mezzo da lavoro, il Bongo è stato il modello Mazda più venduto in Giappone per diversi anni. Disponibile anche in varie applicazioni da veicolo commerciale e come camper, ha incarnato la versatilità per decenni.
Ma è nel 1988 che la Casa giapponese ha lanciato il suo primo vero monovolume: la Mazda MPV a sette posti. Poi fu la volta della più piccola Mazda Premacy, auto pratica, con opzione a sette posti, una seconda e una terza fila ribaltabili e rimovibili e comode doppie porte posteriori scorrevoli. Nel 2005, la generazione successiva - denominata Mazda5 fuori dal Giappone, pur mantenendo il nome Premacy in patria - era dotata di un sistema Karakuri evoluto che consentiva innumerevoli possibilità di configurazione dell’abitacolo con il minimo sforzo. Insieme all’ultima generazione della Mazda5 (2010), furono probabilmente i minivan compatti più sportivi in commercio. Attraverso un programma di leasing, Mazda ne offrì persino una versione ibrida-elettrica, che prevedeva un motore rotativo che poteva funzionare sia a idrogeno che a benzina.

MAZDA6 E CX-5, STILE CONTEMPORANEO

Oltre alla Mazda6, nell'attuale listino del brand, anche il SUV CX-5 incarna alla perfezione i valori delle auto di famiglia del brand, mescolando comfort, capacità di carico, versatilità e piacere di guida, con l’aggiunta di un accento di esclusività e qualità senza compromessi, perfetti per andare incontro alle esigenze di una clientela che punta sempre al top.

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