La sfida sarà titanica, o quasi. C’è chi fa della leggerezza la propria ragione di vita e Lotus è il simbolo del “less is more”. Meno kg più gratificazioni al volante. Il fattore peso sarà centrale anche in un futuro dalle tinte elettrificate, varie forme, tra cui la possibilità che arrivi una hypercar sviluppata in collaborazione con Williams Advanced Engineering.

Le due realtà britanniche hanno siglato un accordo per lavorare a “tecnologie avanzate di propulsione”. Forma, per dire elettrico o ibrido. Dovranno essere altamente prestazionali e dal dna Lotus. E, se c’è un elemento che più di altri fatica a sposarsi con il concetto elettrico, è proprio quello delle masse in gioco. 

Lotus e Williams non dettagliano il tipo di prodotto al quale lavoreranno, sebbene i rumours dicano di una hypercar elettrica e di altri prodotti in segmenti diversi. Elettrificare la sportività del marchio, che nei prossimi anni darà alla luce un suv partendo dalla solide fondamenta della piattaforma SPA, made in Volvo e disponibile grazie all’ombrello del gruppo Geely sotto il quale ricadono i due marchi.

Quale può essere l’apporto Williams? Non solo Formula 1, la scuderia di Frank Williams, è l’azienda di Grove, tutt’altro. Il reparto Advanced Engineering ha fornito i pacchi batterie alla Formula E di prima generazione, fino alla Stagione 4, e ha contribuito allo sviluppo della Aston Martin Rapide E prossima al debutto (batteria da 65 kWh e 800 volt). Il know-how sull’elettrico è consolidato, come sui sistemi ibridi “alternativi”, kers del tipo flywheel, tecnologia poi ceduta a GKN nel 2014.

“La nostra nuova partnership tecnologica con Williams Advanced Engineering fa parte di una strategia di espansione delle nostre competenze e capacità in un panorama automotive in rapido cambiamento. Applicare sistemi propulsivi tecnologicamente avanzati può fornire numerose soluzioni avvincenti su molteplici segmenti di veicoli”, ha commentato Phil Popham, a.d. di Lotus Cars.