Pioneer, a FCO il più grande impianto di stoccaggio energia italiano

Il progetto Pioneer, con la collaborazione di Enel X e Loccioni, sfrutta 762 batterie “second life” provenienti da auto elettriche Nissan, Mercedes e Stellantis
Pioneer, a FCO il più grande impianto di stoccaggio energia italiano

Gianluca GuglielmottiGianluca Guglielmotti

Pubblicato il 4 giugno 2025, 10:21 (Aggiornato il 4 giugno 2025, 11:42)

Ufficialmente attivo il progetto Pioneer di Roma Fiumicino: realizzato da Aeroporti di Roma ed Enel X, con la partecipazione tecnica di  Loccioni, il più grande impianto italiano di accumulo energetico con batterie di auto elettriche dismesse è stato inaugurato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Allestito nell’area cargo dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, il progetto sfrutta 762 batterie provenienti da veicoli Nissan Leaf, Mercedes EQ e Stellantis per immagazzinare energia solare e restituirla alla rete dell’hub, contribuendo in modo concreto all’azzeramento delle emissioni entro il 2030.

La seconda vita della batterie auto

Al centro del progetto Pioneer - acronimo airPort sustaInability secONd lifE battEry stoRage - 10 container sfruttano tre tipologie di accumulatori di energia “second life”, provenienti da altrettanti costruttori automotive. Le batterie Nissan derivano dai modelli Leaf: si tratta di 84 unità da 30 kWh (Gen 3) e 40 kWh (Gen 4). Le batterie li-ion Mercedes-Benz provengono invece dalla gamma EQ, in particolare dai modelli Classe B Electric Drive ed EQC, e contano 320 moduli complessivi. Stellantis ha, infine, contribuito con 310 moduli, originati dai suoi veicoli elettrici prodotti su piattaforme eCMP, fra cui Peugeot e-208 e Opel Corsa-e. In totale, le batterie installate offrono una capacità netta di 10 MWh, con potenza massima erogabile pari a 2 MW. Le batterie sono state selezionate, testate e riadattate dal Gruppo Loccioni, che ha sviluppato un sistema di gestione intelligente basato su software proprietari capaci di dialogare con ogni singola unità, nonostante le differenze strutturali fra i vari pacchi. La tecnologia consente il bilanciamento delle celle, l’ottimizzazione della carica e la sicurezza dell’intero impianto, integrato con la più grande Solar Farm in autoconsumo del sistema aeroportuale europeo. L’energia accumulata da Pioneer può alimentare interamente i terminal o essere restituita alla rete nei momenti di picco, garantendo una significativa riduzione delle emissioni e della dipendenza da fonti fossili.

Made in Italy, economia circolare e mobilità elettrica in un unico sistema

Il taglio del nastro alla presenza del Ministro Urso ha sancito il valore strategico di Pioneer, definito dal governo un “modello virtuoso di economia circolare e innovazione industriale italiana”. L’impianto nasce infatti da una filiera tutta nazionale: Loccioni, con sede nelle Marche, ha sviluppato la piattaforma tecnologica; ADR ed Enel X hanno realizzato l’infrastruttura energetica; il progetto ha inoltre ricevuto sostegno dal programma europeo Innovation Fund SSC-2020, a riconoscimento del suo potenziale replicabile. Il sistema sarà in grado di evitare l’emissione di oltre 16.000 tonnellate di CO₂ nei prossimi dieci anni, contribuendo all’ambizioso obiettivo NetZero di Aeroporti di Roma fissato per il 2030. A rendere il progetto ancor più significativo è la perfetta integrazione fra industria automobilistica e infrastrutture, che per la prima volta in Europa hanno armonizzato l’utilizzo di batterie dismesse di tre diversi gruppi auto. Un passo che non solo prolunga la vita utile degli accumulatori, ma crea anche nuove sinergie industriali tra il settore dei trasporti e quello energetico.

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