San Francisco, 1992. Prima Critical Mass. A due ruote e a pedali, allora. Serve generare uguale reazione anche tra le quattro a motore, per ottenere una copertura capillare sulle strade e centrare l'obiettivo che è alla base dei protocolli V2V. Mezzi che comunicano tra loro. Più semplicemente: l'invio di informazioni in tempo reale, utili per avvisare altrettanto rapidamente gli automobilisti che potrebbero transitare sullo stesso tratto di strada di un pericolo per la sicurezza.

Tra differenze di protocolli di trasmissione ed effettiva copertura del parco veicoli circolante, per generare la massa critica di veicoli in grado di raccogliere e trasmettere dati rilevanti servirà tempo. Diverse case hanno annunciato l'implementazione di sistemi di scambio dati V2V. Volvo, che un dispositivo di avviso di potenziali pericoli a bordo strada lo offre in Svezia e Norvegia dal 2016 (Hazard Light Alert System) sulla gamma alta delle S, V e XC90, la serie 60 e XC40, amplia alla divisione Volvo Trucks la raccolta e trasmissione dati al servizio cloud.

Non è casuale l'apertura al settore dei mezzi pesanti, per definizione i veicoli che più di altri battono regolarmente le arterie stradali e in grado di operare da sentinelle.

Si parte ancora una volta da Svezia e Norvegia, paesi nei quali i camion Volvo trasmetteranno le info del sistema di rilevazione dei pericoli sulla strada al sistema cloud e, da qui, alle auto che sono in procinto di transitare nell'area nella quale è stato registrato il pericolo. Sul cruscotto apparirà il triangolo di alert, come già avviene con l'Hazard Light Alert System nell'istante in cui una Volvo – nell'area geografica e sui modelli  citati – attiva le quattro frecce d'emergenza: automaticamente o da parte del guidatore.

«Condividere dati sulla sicurezza in tempo reale sulla nostra tecnologia connessa può aiutare a evitare gli incidenti. Maggiore è il numero di veicoli che abbiamo in grado di condividere dati legati alla sicurezza in tempo reale, più diverranno sicure le nostre strade. Puntiamo a stabilire ulteriori collaborazioni con altri partner che condividono il nostro impegno alla sicurezza sulle strade», ha commentato la vicepresidente del centro Volvo Cars Safety, Malin Ekholm.

L'apertura ad altri partner si lega, va da sé, a una condizione tecnica precisa, ovvero, la trasmissione dei dati a un servizio cloud, differente per tipologia da altre soluzioni che prevedono lo scambio diretto tra veicoli ricorrendo al pWLAN.

L'Hazard Light Alert System impiegato negli ultimi 2 anni dalle Volvo nei paesi nordici è legato all'attivazione delle frecce d'emergenza. Il potenziale dello scambio dati – che vengono inviati in forma del tutto anonima al cloud – ha una portata chiaramente di gran lunga superiore, considerata la mole di informazioni, nell'ordine delle migliaia al secondo, registrate dai sensori presenti in auto (o sui mezzi pesanti).