Incentivi su GPL, metano, colonnine e quadricicli: come funzionano i bonus

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 29 giugno 2026, 16:39
L’intervento annunciato lo scorso febbraio, di incentivo alla trasformazione di auto in bifuel a GPL o a metano, finalmente ha il suo decreto attuativo, che stanzia i fondi per il 2026 e fino al 2029. Un programma di retrofit al quale possono accedere persone fisiche e persone giuridiche, applicabile a veicoli omologati Euro 3 o successivi.
Il contributo previsto per la trasformazione a gas è di 400 euro nel caso in cui si scelga la conversione a GPL, di 800 euro se la trasformazione è a metano. In entrambi i casi l’incentivo è riconosciuto e applicato dall’installatore, che a sua volta si vedrà rimborsato dai produttori di impianti GPL/metano.
Considerata la dotazione del fondo pari a 4 milioni di euro nel 2026, sarà possibile realizzare 10 mila conversioni da auto benzina a bifuel GPL, oppure, 5 mila in bifuel a metano. Per la domanda sul mercato italiano delle auto a GPL è prevedibile che rappresenteranno la fetta maggioritaria delle richieste di incentivo. La dotazione del fondo, frutto della rimodulazione degli stanziamenti previsti dal Fondo Automotive 2022, sarà di 5 milioni di euro nel 2027, 2028 e 2029, per poi ridursi a 1 milione di euro nel 2030.
Quanto costa trasformare l'auto a GPL e l'importo degli incentivi
Il contributo di 400 euro è un supporto ai costi di trasformazione dell’auto in GPL, che solitamente oscillano sui 1.500 euro e oltre, tra componenti e manodopera. Un importo variabile anche in virtù delle specifiche esigenze tecniche dei vari modelli.
La conversione dell’auto in bifuel a GPL permette di risparmiare sul pieno visto il minor costo del rifornimento (tra 0,72 e 0,85 euro/litro), tuttavia, sono da considerare i maggiori consumi di carburante. Un altro vantaggio delle conversioni bifuel GPL e metano è nelle minori emissioni di CO2.
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