Su strada la nuova Spyder di Ingolstadt mostra, prima di tutto, una grandissima facilità di guida. Non occorre essere piloti provetti per permettersi di viaggiare in scioltezza ad andature da extraterrestri su qualunque tipo di percorso.
Sulle strade aperte lungo le quali l’abbiamo provata è stato comunque impossibile capirne i veri limiti. Spingendo a fondo per quanto ci è stato possibile, possiamo dire che l’avantreno è letteralmente incollato all’asfalto e prontissimo nel reagire ad ogni minimo cambio di direzione. L’appoggio costante anche del retrotreno infonde fiducia, oltre a conferire una rimarchevole maneggevolezza alla vettura. Sono senza dubbio d’aiuto gli ammortizzatori a taratura variabile dinamica Magentic Ride, disponibili di serie. La trazione è di tipo integrale con un ripartizione al 25/ 85% tra avantreno e retrotreno, con la possibilità di arrivare sino a un massimo del 30% della coppia motrice davanti.
Pure la R8 Spyder è dotata di un differenziale autobloccante, al 25% in fase di accelerazione e al 40% in rilascio. Le prestazioni del V10 da 525 cv anche in questo caso sono da vertice assoluto, con una punta velocistica di 313 km/ h e tempi di 4”1 e 12”  ( con cambio R tronic) per toccare i 100 e i 200 orari con partenza da fermi. Il cambio è manuale a sei marce, con l’alternativa della trasmissione R tronic a doppia frizione, sempre a sei marce. Il sovrapprezzo è di 7.250 euro, ma una volta provata la differenza, è difficile rinunciare a un cambio che permette velocissimi passaggi di marcia in modalità manuale, oltre a poter essere usato come un automatico non appena lo si desidera. Le leve sono in questo caso solidali al volante, con una grande funzionalità accresciuta dalla presenza della leva nel tunnel centrale. Come sulla Lamborghini, l’azione dei freni è progressiva e modulabile oltre ad essere potente. Giusto effettuare una prova anche a capote aperta, dove però si registra una sensibile circolazione dell’aria nell’abitacolo anche a basse velocità. Senza tuttavia che aumenti poi troppo quando si superano, anche abbondantemente, le velocità consentite dal codice della strada. Il lunotto posteriore funge da frangivento supplementare è può essere alzato e abbassato indipendentemente dall’apertura della capote.
Per quanto riguarda l’estetica, anche chi ha uno spirito critico troverà riuscita la linea di un’auto che rimane slanciata anche con la capote chiusa. Come ci si deve attendere da un modello che è in listino a partire da 157.500 euro ( con cambio manuale), l’apertura e la chiusura della capote sono completamente automatiche ed effettuabili in 19” anche in movimento sino a 50 km/ h. Bella fuori, la nuova supercar è gradevole anche vista da dentro. La qualità delle finiture è inappuntabile, con la possibilità di disporre di inserti in fibra di carbonio dall’aspetto modernissimo.