Avanti, c’è posto. La seconda generazione della Opel Meriva punta molte delle sue carte su abitabilità e funzionalità. Avendo quale eccellente viatico l’introduzione ( o la riscoperta, se preferite) delle porte posteriori ad apertura controvento. Che di vantaggi ne offrono parecchi: movimenti più naturali per salire e per scendere, anche quando lo spazio accanto alla vettura è limitato, nonché un’evidente semplificazione di ogni operazione compiuta nella zona posteriore, che si tratti di sistemarvi borsa o cappotto o di prelevare un bambino dall’apposito seggiolino. Il tutto facilitato da un angolo di apertura che arriva molto vicino ai 90 gradi. Alla fine, l’unica controindicazione sta nell’impossibilità di scendere contemporaneamente, davanti e dietro: i movimenti delle porte non interferiscono, ma le traiettorie dei passeggeri sì.
Gli sportelli spalancano l’accesso a un ambiente che beneficia di dimensioni in notevole aumento, rispetto all’attuale Meriva: la lunghezza è cresciuta di oltre 20 cm e la larghezza di 11. Ne risultano spazi generosi per tutti, accompagnati dalla flessibilità di impiego che ha già rappresentato una della armi vincenti della compatta monovolume tedesca. Col beneficio di comandi ulteriormente semplificati per i movimenti del divano posteriore, che scorre e si ricentra, e con l’aggiunta di un inedito dispositivo, battezzato Flex Rail: due rotaie in alluminio che percorrono longitudinalmente l’abitacolo e ospitano un bracciolo- portaoggetti mobile. Per contro, va detto che la loro presenza complica la sistemazione del quinto passeggero in misura un po’ maggiore a quanto non faccia il solito tunnel.
 
Il posto di guida mantiene l’impostazione tipica delle monovolume: la seduta alta consente un eccellente controllo della strada, col contributo di un parabrezza generoso e di montanti dallo spessore contenuto. Resta leggermente angolato il piantone dello sterzo, che pure rispetto al passato ha guadagnato la mobilità in senso assiale. Peraltro, il comando fa segnare progressi rilevanti per quel che riguarda sensibilità e progressività di risposta, premessa significativa per una dinamica di marcia convincente: grazie a un assetto che non concede più di tanto al rollio, la Meriva fa sfoggio di un comportamento stradale gradevole quanto poco impegnativo per chi guida, conserva un buon equilibrio in velocità e mostra di non soffrire in misura apprezzabile i ritardi di riallineamento che spesso affliggono le carrozzerie alte.
E il comfort impressiona altrettanto favorevolmente: la scocca trasmette sensazioni di compattezza, le sospensioni attenuano a dovere gli scuotimenti verticali e la rumorosità resta contenuta anche alle velocità libere consentite dalle autostrade tedesche. Il quadro prestazionale è invece in certa misura condizionato da una stazza di un certo rilievo, che suggerisce il ricorso a motorizzazioni adeguate: le due disponibili per questa prima di contatto, i 1400 benzina turbosoft da 120 e 140 cv, mostrano di avere coppia sufficiente a sostenere adeguatamente la marcia, pur in presenza di una risposta che privilegia la progressività, senza concedere più di tanto al brio. Sono affiancati da cambi diversi ( cinque marce il primo, sei il secondo) accomunati da una scelta di rapporti relativamente lunghi, nel chiaro intento di limitare i consumi in crociera.
Disponibile in due allestimenti ( Elective e Cosmo) la Meriva 2 va in vendita a prezzi da 16.250 euro.