Fra tutte le qualifiche senza storia - e sono tante - di questa stagione, quella di questo sabato al Gp Indiaè veramente la più scontata. Sebastian Vettel non ha neppure avuto bisogno di una sequenza di due giri per “lanciare” le sue gomme morbide, dopo aver fatto capire - già nelle libere del mattino - di essere velocissimo anche con le dure.

La pista indiana non ha fatto il miracolo e del resto c’era poco da sperare: dalla combinazione di tornanti, curve lente e chicane veloce la Red Bull del campione del mondo emerge ancora come la monoposto più a suo agio. Certo, nel primo settore Seb era solo quinto: ma questo dipende dalle sue velocità massime, che come al solito sono fra le più basse. La differenza la fa la trazione e qui si vede (e soprattutto si sente) come “lavora” l’elettronica del motore Renault, che alimenta i diffusori con il soffiaggio dei gas di scarico.

Meglio del previsto le avversarie, sia McLaren che Ferrari: senza la penalizzazione per avere ignorato le bandiere gialle al venerdì, Hamilton poteva essere in prima fila (difficilmente in pole). E Alonso ha trovato la Ferrari migliore del previsto.
Male tutti i loro compagni: Webber al solito non ha trovato il miglior potenziale dalla Rb7, Button non è riuscito a fare un giro “pulito” e potrebbe scontare il fatto di avere ottenuto il suo miglior crono mentre venivano esposte le bandiere per Massa; e Felipe, appunto, ha rotto la sospensione anteriore destra nel passaggio su un “panettone” appena di là dal cordolo, tagliando troppo la traiettoria.

Alberto Antonini