FCA ha chiuso il 2014, l’anno della fusione Fiat-Chrysler, con una forte performance: 4,6 milioni di veicoli venduti complessivamente (+6%) e ricavi di 96,1 miliardi di euro. L’utile netto del gruppo a livello mondiale è stato di 632 milioni di euro. E per la prima volta il marchio Maserati, per utili e fatturato, ha superato Ferrari. Sono le considerazioni più evidenti che traspaiono dalla pubblicazione dei risultati economici del gruppo, resi noti mercoledi 28 gennaio da FCA. Per certi aspetti alcuni dei numeri di bilancio sono da record, altre voci invece sono inferiori agli anni precedenti, ma in ogni caso si tratta di performance assolutamente positive per un gruppo che cinque/sei anni fa fatturava quasi la metà di oggi. Il ricavo complessivo del gruppo è giunto a livello record sfiorando quota 100 miliardi: ben 96,1 miliardi di euro. Per fare un paragone, nel 2013 erano 87 miliardi e nel 2012 erano 84. Si tratta di un incremento dell’11% sull’anno precedente. Anche il numero delle auto vendute è salito: 4,6 milioni di veicoli, contro i 4,4 dell’anno scorso ed i 4,2 di due anni fa; un incremento del 6,6% rispetto al 2013. A favorire questi numeri positivi il progresso del marchio Jeep che ha sfondato il tetto di un milione di auto vendute, contro le 732mila dell’anno prima. L’utile netto della FCA invece è di 632 milioni, ma non è paragonabile agli anni precedenti perché diversi pagamenti societari (il “costo” della fusione Fiat-Chrysler, i pagamenti delle indennità al sindacato americano dei lavoratori, ecc) non rendono le cifre confrontabili. La performance di FCA nel 2014 è dovuta all’incremento di vendite di automobili sui mercati americani (+11%) ed europei (+5%) mentre c’è stata una flessione su quello brasiliano (-13%). Il progresso in Europa (regione EMEA, che comprende anche Medio Oriente e Africa) si deve alla famiglia 500 sempre più allargata (500L, Cabrio, Living, ecc) e sopratutto al successo del marchio Jeep. È diminuita invece la quota di mercato FCA in Europa, scesa al 5,8% (prima era del 6%) mentre in Italia si attesta al 27,7% (nel 2013 era il 28,7%). Questa è la prova che i maggiori ricavi in Europa sono arrivati dalla vendita di vetture dal prezzo medio più alto (le Jeep) e non dall’aumento numerico di vendite che sono plafonate a 804 mila auto. Significativo anche che per la prima volta i ricavi della Maserati abbiano superato, pur se d’un soffio (2.767 milioni contro 2.762), quelli Ferrari. Questo non per una flessione delle sportive del Cavallino, le cui vendite sono salite dalle 6922 auto del 2013 alle 7255 vetture del 2014. Ma grazie al progresso incredibile della Maserati con le nuove Ghibli (anche diesel) e Quattroporte ha compiuto un’escalation incredibile che l’ha portata dalle 6288 auto vendute del 2012, alle 15.400 del 2013 fino a più che raddoppiare le vendite dell’anno scorso: sono state 36.448 le Maserati consegnate nel mondo nel 2014, per un ricavo complessivo di 2767 milioni di euro contro i 2762 milioni di Ferrari. Un po’ uno smacco per il Cavallino: considerato il costo di 2,5 milioni della nuova supercar “LaFerrari FXX-K”, a Maranello sarebbe bastato venderne... appena due entro fine anno per impedire il sorpasso del Tridente sul Cavallino!