A Villa d'Este, all'asta di Sotheby in concomitanza con il Concorso d'Eleganza 2015, la scena sarà tutta per il lotto di Ferrari storiche che verrà battuto il prossimo 23 maggio, tuttavia, una parte di Cavallino rampante sarà anche sotto al cofano della Lancia Stratos HF Stradale, esemplare destinato a passare sotto il martello del battitore, con quotazioni che oscillano tra i 350 e 450 mila euro. E' un esemplare conservatosi perfettamente, del 1974, originale Lancia e a lungo appartenuto alla casa madre, prima di essere ceduto alla concessionaria Beretta. La storia dell'auto che riporto Lancia a dominare nei rally è affascinante e affonda le radici nel 1970, anno in cui al Salone di Torino Bertone presentò il concept Stratos Zero. Allora, i due Fiorio, Sandro - capo pubbliche relazioni della casa italiana - e il figlio Cesare, intuirono che quella poteva essere il modello del rilancio in campo sportivo. Servì un anno appena perché arrivasse la HF, progetto con lo stile firmato Marcello Gandini e il via libera di Gobbato, direttore generale al tempo, che "subordinò" l'ok all'ottenimento del motore V6 Dino da Enzo Ferrari. L'operazione andò a buon fine e collocato in posizione centrale si trova un 2.4 litri da 192 cavalli, più che sufficienti per staccare uno 0-100 da supercar, dichiarato inferiore ai 5" - possibile grazie alla massa contenuta in 980 kg - a fronte di una velocità massima di 220 km/h. Alimentato da 3 carburatori Weber, il propulsore era abbinato a un cambio manuale 5 marce. Nel 1972 debutta con Sandro Munari al Tour de Corse, mentre i successi iridati giunsero poco dopo: dal 1974 al 1976, tre mondiali in sequenza. Fabiano Polimeni