Il Gruppo PSA punta tutto sulla trasparenza, per ribadire - semmai ce ne fosse bisogno - che mai alcun modello di Citroen, DS o Peugeot ha adottato software o dispositivi mirati a eludere le norme antinquinamento. Primo punto fermo, dal quale i francesi muovono verso una mossa "a sorpresa", quella di rendere noti i consumi in condizioni di guida reali dei modelli principali di ciascun marchio interno al gruppo. Sarà un organismo indipendente a verificare emissioni e consumi, anticipando, in qualche modo, i test di omologazione che entreranno in vigore nel 2017 e andranno a sostituire l'attuale (e vetusto) NEDC. Sarà il WLTP, Worlwide harmonized Light vehicle Test Procedure, a misurare i nuovi livelli di inquinamento ed efficienza dei veicoli. A tal proposito, PSA rivela che adotterà le misure tecniche necessarie per anticipare le richieste del ciclo WLTP, a cominciare da quelle sul versante energetico, in particolare relativamente ai livelli di carica della batteria e l'utilizzo dell'alternatore. Il mercato del diesel rappresenta un'ampia fetta delle vendite PSA, pesando in Europa per il 60,3% delle vendite nella prima metà del 2015 e il 41,9% a livello globale. Gli investimenti realizzati sul fronte dei sistemi SCR per l'abbattimento dei valori di NOx sui diesel BlueHdi - tecnologia sulla quale PSA ha depositato un centinaio di brevetti - assicurano la conformità tecnica anche in vista del futuro ciclo di omologazione, secondo quanto dichiara il gruppo, che ha selezionato ben 4.300 veicoli dalla produzione 2014 per accertarsi della rispondenza alle norme antinquinamento in vigore. Secondo quanto dichiarato da una portavoce di PSA ad Automotive News, i risultati sui consumi reali saranno pubblicati la prossima primavera. Fabiano Polimeni