Speedster e Spyder, due volti della stessa medaglia: Mazda MX-5. Al Sema 2015 il marchio giapponese propone due interpretazioni profondamente diverse tra loro nello stile, accomunate dall'essere entrambe una visione alternativa della storica spider. Se con MX-5 Speedster si va verso il mondo delle barchette, con MX-5 Spyder vengono esaltati alcuni tratti senza stravolgere più di tanto l'impostazione da spider classica. Kit aerodinamico in carbonio dedicato, composto da uno splitter con paratie verticali alle estremità, minigonne a lama anch'esse con deviatore di flusso davanti alle ruote posteriori e un elemento in coda buono per impreziosire paraurti e scarico: Spyder o Speedster, le appendici sono identiche. In comune hanno anche il motore SkyActiv-G 2 litri da 160 cavalli, mentre il resto, a cominciare dal design, più diverso non si potrebbe. Mazda MX-5 Spyder gioca con un frontale modificato nella calandra principalmente, che ingloba fari supplementari dal sapore molto british, completando il tutto con un paraurti rivisto nella zona in cui, tradizionalmente, troverebbero posto le luci a led. La fiancata colpisce per i cerchi in lega Yokohama da 17 pollici (gomme Yokohama Advan 048 da 225/45 R17) neri, multirazze dietro ai quali si intravede l'impianto frenante Brembo (eccolo un altro punto di contatto tra Spyder e Speedster), e l'originale capote, copertura ridotta all'essenziale e ribattezzata "bikini-top" rispetto all'elemento tradizionale. Pregevole anche il contrasto cromatico tra quest'ultima e la carrozzeria in Silver Mercury. Gli interni si caratterizzano per i rivestimenti in pelle pieno fiore Spinneybeck Prima, con l'accostamento bicolore tra marrone e giallo sui sedili.

La gallery di Mazda MX-5 Speedster e Spyder

Molto diversa è Mazda MX-5 Speedster, basta uno sguardo per capirlo. Via il parabrezza, sostituito da un deviatore di flusso dalle dimensioni minime, anteriore anche in questo caso rivisto nella calandra e utilizzo esteso di fibra di carbonio, impiegata per le portiere e i sedili sportivi, dietro ai quali si fanno più marcati i due cupolini, proprio come le barchette da competizione degli anni Cinquanta e Sessanta. L'assetto è stato ribassato di 30 millimetri con l'impiego di un gruppo molla-ammortizzatore regolabile firmato K&W e poggia su cerchi da 16 pollici Rays, gommati Kumho Ecsta 225/50 R16. Sono divise da 100 kg, Mazda MX-5 Speedster e Spyder, la prima ferma l'asticella a 943 kg, la seconda arriva a 1.043, contro i 1.090 kg della spider di serie. Fabiano Polimeni