Due milioni e 16 mila esemplari, una storia lunga 68 anni, con modifiche che si sono susseguite nel tempo senza mai cambiare l'essenza di Land Rover Defender. I puristi puntualizzeranno: 68 anni di Serie I Land Rover, poi Serie II dal 1958, Serie III e, solo dal 1990, Defender. Chiude la linea di montaggio a Solihull, dove la produzione è andata avanti affiancando un'icona costruita com'è stata immaginata nel 1948 alla tecnologia più recente dei modelli Jaguar, la XE in particolare. Negli ultimi 12 mesi, nella fabbrica inglese di Jaguar-Land Rover sono stati oltre 10 mila i visitatori alla Defender Celebration Line, linea di montaggio originale del 1948, quando la Serie I venne pensata come un veicolo destinato prevalentemente a impieghi agricoli. Diverrà nel tempo sinonimo del termine fuoristrada. In sei decadi e passa lo stile si è perfezionato senza mai stravolgere il concetto di partenza ed è rimasto addirittura uno stesso componente impiegato sulla Soft Top del '48: un gancio del cofano motore, per l'esattezza. Realizzare un Defender a mano richiede 56 ore di lavoro e 7.000 componenti da assemblare, contro, per avere un'idea, le 48 ore necessarie per un Discovery Sport. Il futuro del Defender è in un progetto tutto nuovo, in linea con la tecnologia attuale, sia in termini di emissioni che di dispositivi di sicurezza, ci sarà l'alluminio, motori moderni, ma non dovranno variare le medesime capacità che hanno lo reso celebre nel tempo, senza contare un design evoluto sì, ma che sappia richiamare la storia. Tecnici ed esperti continueranno a curare i Defender storici, con il programma Heritage Restoration, mirato a selezionare un certo numero di esemplari, restaurarli e metterli in vendita, a partire dal prossimo luglio. Quanto può valere un Defender? Lo scorso anno, il duemilionesimo esemplare uscito dalla fabbrica di Solihull è stato battuto all'asta per 400 mila sterline. I fan del modello potranno, infine, continuare a scrivere la storia attraverso la piattaforma Defender Journey, creata da Land Rover e destinata a quanti vorranno pubblicare le immagini del proprio Defender e dei viaggi affrontati al volante. Fabiano Polimeni