Esce sconfitta, dal voto del parlamento europeo, la linea più rigida in materia di emissioni inquinanti e di controllo delle stesse nei cicli di omologazione in condizioni reali. Lo scorso ottobre, il commissario per l'Industria Elzbieta Bienkowska aveva proposto un margine di scostamento delle emissioni di NOx in condizioni di guida reale pari al 60%, nel periodo tra settembre 2017 e settembre 2019, ma trovò il no dei governi. A Strasburgo è passata, invece, la linea morbida, che permetterà tra settembre 2017 e gennaio 2020 il superamento delle emissioni di NOx per i motori turbodiesel fino al 110% in condizioni di guida reale. Significa passare da un limite di legge di 80 mg/km di NOx definito dallo standard Euro 6 a un valore reale di 168 mg/km, vicino al dato di 180 mg/km prescritto dallo standard Euro 5 - sebbene si possa eccepire che anche in quel caso si trattava di un valore teorico -. L'auspicio della Federazione europea per i trasporti e l'ambiente di una bocciatura della proposta avanzata dai paesi membri non si è tramutato in voti sufficienti, solo 317 contro i 376 necessari perché si potesse bloccare il provvedimento. «Il parlamento europeo ha ceduto alle pressioni degli stati con industrie automobilistiche e ha consentito l'ammorbidimento dei limiti delle emissioni di NOx per le nuove auto diesel. Il limite effettivo delle nuove Euro 6 è più che doppio a quello concordato nel 2007. Dal 2020, tutte le nuove auto potranno ancora emettere 120 mg/km. La federazione Trasporto e Ambiente è delusa dalla decisione, che mina gli sforzi per pulire l'aria in Europa e migliorare la salute pubblica», si legge nella nota diramata. Dal 2020 lo scostamento tra emissioni dichiarate ed emissioni rilevate in condizioni d'uso reale si dovrà ridurre al 50%, pertanto un limite massimo di 120 mg/km di NOx emessi. Sul fronte dell'associazione dei costruttori europei, il provvedimento del parlamento europeo è stato accolta favorevolmente, «consentirà l'adozione della normativa sulle emissioni in condizioni di guida reale, approvato dagli stati membri lo scorso ottobre. Sarà una sfida imponente per l'industria, con nuovi e più stringenti standard di prova che saranno estremamente difficili da raggiungere in un lasso di tempo ristretto», ha commentato il segretario generale ACEA, Erik Jonnaert. «I costruttori d'auto, comunque, danno il benvenuto a una chiarezza a lungo richiesta e sono desiderosi di migliorare, introducendo le nuove condizioni di prova non appena il regolamento sarà adottato», conclude la nota ACEA.   Fabiano Polimeni