Riportiamo questo interessante articolo dell'Associazione Amici Polizia Stradale riguardo alle contromisure adottate in Spagna nei confronti di chi circola senza assicurazione e metà dei proventi sono destinati al fondo vittime della strada.

Sono oltre 2 milioni i veicoli che in Spagna circolano senza assicurazione obbligatoria, pari a circa il 10% del parco veicolare iberico: è questa la valutazione della DGT, la Direzione Generale del Traffico, ente interministeriale che si occupa di coordinare l'azione di contrasto alla violenza stradale nel regno di Filippo VI. Per questo è stato approntato un sistema di intercettazione dei veicoli privi di RC su tutta la rete di strade nazionali dello Stato. Si tratta, oltre che dei portali elettronici e dei varchi autostradali, anche di sistemi montati sui veicoli di servizio delle varie forze di polizia, comprese le polizie a ordinamento locale che, in Spagna, espletano servizio di ugual rango rispetto alla Guardia Civil, alla Policia Nacional ed ai corpi regionali ove presenti (in Catalogna, ad esempio, ci sono i Mossos d'Esquadra). Il concetto è semplice: la mancata corresponsione dei premi assicurativi per veicoli comporta, in caso di incidente stradale, il ricorso delle persone offese al fondo di garanzia (Consorcio de Compensación de Seguros, CCS), la cui copertura viene posta a carico degli onesti, di coloro cioè in regola con le norme della circolazione, pari a circa 3 euro e mezzo per ogni polizza.

Il sistema è in linea con quanto accade in Italia e nel resto d'Europa: nel nostro paese, il Fondo di Garanzia delle Vittime della Strada è stato istituito con la Legge 990/69 e si tratta di un organismo di indennizzo amministrato dalla CONSAP SPA, sotto la vigilanza del Ministero delle attività produttive, che si autofinanzia coi contributi che tutte le imprese di assicurazioni operanti in Italia sono obbligate annualmente a versare per ogni singolo contratto assicurativo concluso.

Per chi sgarra, il codice spagnolo prevede un sistema sanzionatorio simile a quello dell'Italia, fino ad un massimo di 3mila euro, in funzione della categoria di veicolo e delle circostanze d'accertamento, al quale si aggiungono provvedimenti di fermo e di sequestro. Tanto per fare un esempio, circolare con un ciclomotore senza assicurazione prevede una sanzione di mille euro, che diventano 1.250 per un motoveicolo, 1.550 per un'auto e 2.880 per un veicolo commerciale, ma tali importi sono destinati ad aumentare in relazione alle circostanze. La DGT impone agli organi di polizia di versare il 50% dei proventi contravvenzionali al Fondo, per limitare il ricarico sui “contribuenti” onesti, punire simbolicamente i trasgressori e garantire sempre il massimo della copertura alle vittime. Nel 2015  i veicoli “scoperti” (scusate l'eufemismo) sono stati oltre 50mila, ma lo scopo è quello di intercettarli in movimento e costringere così i furbetti ad una scelta: o pagare, e circolare, oppure rassegnarsi a lasciare il veicolo fermo.