Trenta e lode. Per il trentesimo mese consecutivo il mercato dell’auto dell’Unione Europea è in crescita. In febbraio, secondo i dati diffusi oggi dall’Acea, nei ventotto paesi dell’Unione sono state immatricolate 1.056.902 autovetture con un incremento dello stesso mese del 2015 di ben il 14,3%. Dopo un gennaio in modesta crescita (+6,2%), commenta il Centro Studi Promotor, il dato di febbraio torna ad accreditare l’ipotesi che il mercato dell’Unione Europea possa colmare nel corso del 2016 il calo delle immatricolazioni rispetto ai livelli ante-crisi (2007), calo che nel 2015 era ancora dell’11,94%. Sarebbe un fatto importante anche perché a livello mondiale il mercato dell’auto ha da molto tempo superato la crisi del 2008. Questa crisi ha prodotto infatti soltanto un modesto rallentamento delle vendite nel 2009 a cui ha fatto seguito una crescita ininterrotta culminata in un nuovo record nel 2015. Tra l’altro va sottolineato che questo andamento è dovuto non soltanto al mercato dei paesi emergenti (ormai emersi), ma anche ad un rapido superamento della crisi del 2008 da parte di tutti i mercati avanzati che non appartengono alla zona euro.

A parere di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, a conferma dell’ipotesi di prosecuzione della ripresa del mercato dell’Unione Europea fino a recuperare nel 2016 il gap che ancora rimane sui livelli ante-crisi vi è anche il fatto che la crescita (sia in febbraio che nel consuntivo di gennaio-febbraio) interessa tutti i ventotto mercati nazionali dell’Unione con la sola eccezione dell’Olanda e della Grecia. Un ulteriore conferma della buona condizione del mercato europeo dell’auto viene dal fatto che in febbraio (ed anche nel primo bimestre) la crescita è robusta in tutti i cinque maggiori mercati. In particolare nel mese scorso le immatricolazioni sono cresciute a due cifre in Italia (27,3%), Francia (13,0%), Spagna (12,6%) e Germania (12%). Solo il mercato del Regno Unito, tra i cinque maggiori, mette a segno un incremento ad una sola cifra, che è comunque dell’8,4%, un livello più che soddisfacente, se si considera che il mercato del Regno Unito ha fatto registrare il record assoluto di immatricolazioni nel 2015.