E’ sempre in buona salute l’Europa dell’auto. Secondo i dati diffusi dall’Acea, il mercato dell’Unione Europea, dopo aver chiuso il primo semestre a quota 7.842.965 immatricolazioni con un incremento del 9,4% sullo stesso periodo del 2015, in luglio ha accusato una contrazione dell’1,4%. Questo calo è stato prontamente recuperato in agosto con una crescita del 10% che ha portato il consuntivo dei primi otto mesi dell’anno a quota 9.787.760 immatricolazioni con una crescita dell’8,1%. Proiettando questo tasso di incremento sull’intera annata - ha commentato il Centro Studi Promotor - si ottiene un volume di immatricolazioni di 14.812.278. Si tratta di un livello ancora inferiore del 4,9% al dato dell’ultimo anno che ha preceduto la grande crisi che ci stiamo lasciando alle spalle, cioè al dato del 2007 quando le immatricolazioni furono 15.573.000.

Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, è pensabile che questo livello venga raggiunto nel corso del 2017 e ciò perché la ripresa attualmente in atto nell’Unione Europea appare molto solida in quanto interessa tutti i 28 mercati nazionali dell’area tranne quello dell’Olanda ed anche perché l’Unione Europea è l’unica area del mondo che non ha ancora raggiunto i livelli ante-crisi.

Come è noto, questa situazione dipende essenzialmente dai mercati della fascia meridionale della zona euro che sono stati fortemente penalizzati dalle politiche economiche di Bruxelles, ma nel consuntivo a fine agosto sono proprio questi mercati che fanno registrare crescite superiori a quelle medie della UE. In Italia le immatricolazioni sono infatti aumentate del 17,4%, in Portogallo la crescita è del 15,3%, mentre il mercato spagnolo cresce dell’11,3%, quello greco del 10,5% e quello cipriota addirittura del 33,3%. Tra l’altro, anche il calo di luglio, che ha interrotto una serie positiva di ben 34 incrementi mensili, può essere considerato un incidente di percorso in quanto influenzato dalla presenza nel mese di due giornate lavorative in meno il cui mancato impatto sul risultato del mese è stimabile in circa 9 punti percentuali.

Come sempre, molto importante nel mercato dell’Unione Europea è il ruolo dei cinque maggiori mercati nazionali. E ciò sia perché hanno un notevole peso sulle immatricolazioni (74,8% del totale nei primi otto mesi del 2016) sia perché tutti questi mercati stanno crescendo con tassi piuttosto sostenuti. Dell’Italia e della Spagna si è già detto. Resta da dire del mercato tedesco che chiude il consuntivo a fine agosto con una crescita del 5,7%, di quello francese in crescita del 6,1% e di quello del Regno Unito che cresce del 2,8%, incremento quest’ultimo modesto, ma molto significativo dato il formidabile sviluppo che questo mercato ha avuto negli ultimi anni passando dalle 1.941.000  immatricolazioni del 2011 alle 2.633.000 immatricolazioni del 2015.

I dati diffusi dall’Acea riguardano anche i tre mercati dell’Efta, cioè Islanda, Norvegia e Svizzera. Complessivamente considerata quest’area vede le immatricolazioni a fine agosto in calo dello 0,8% per effetto di una contrazione del 4,4% delle vendite in Svizzera contrazione che è stata soltanto parzialmente compensata dalla crescita del 2,6% del mercato norvegese e da quella del 38,3% del piccolissimo mercato islandese.