Il dato è preoccupante. Circa il 60% dei genitori italiani non usa il seggiolino auto per il proprio figlio, una percentuale che, distribuita su tutto il territorio nazionale, dice che il sistema di ritenuta è usato di più al Nord (61,80%), meno al Centro (42,20%) e decisamente poco al Sud, dove la percentuale scende e si attesta intorno al 23,80% (fonte sistema Ulisse, ISS-MIT).

È il dato allarmante emerso dal convegno “Vai sul sicuro”, il primo in Italia sulla sicurezza in auto dei bambini.

Organizzato a Milano da Cercaseggiolini, il primo portale di informazione italiano interamente dedicato al settore dei seggiolini auto e alla sicurezza dei più piccoli durante gli spostamenti in macchina, è stato un’occasione di confronto ampio e approfondito che ha visto protagonisti Massimo Pagani, Garante per i diritti dell’infanzia della Regione Lombardia, Silvia Bruzzone, ricercatore senior dell’ISTAT, Marco Giustini, epidemiologo Reparto Ambiente e Traumi dell’Istituto Superiore di Sanità, Renato Gazzola, portavoce del TCS (il club svizzero, che dal 1968 rilascia ogni anno il più autorevole test europeo dei seggiolini auto per bambini), Carlo Polidori, presidente di AIPSS (Associazione Italiana dei Professionisti per la Sicurezza Stradale), Marco Anelli, responsabile indagini statistiche di Altroconsumo e Paolo Taverna, direttore generale di Assogiocattoli. È stata anche proiettata una video intervista con l’On. Paolo Gandolfi, componente della Commissione IX Commissione (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) della Camera dei Deputati.

Durante il convegno, si sono analizzate le abitudini degli italiani (fonte Altroconsumo) che acquistano un seggiolino nuovo (85%), ma il 33% di loro non allaccia tutte le volte il bambino per tragitti brevi, in zone con poco traffico, soprattutto se il bambino ha fra i 4 e i 7 anni (45%) e soprattutto al Sud (49%), e non lo allaccia perché il rischio è basso (75%), perché fa i capricci (28%), perché va piano (25%) o perché un altro passeggero tiene in braccio il bambino (14%). Abitudini e convinzioni assolutamente sbagliate se si considerano i dati ISTAT del 2015, secondo i quali 40 bambini sono morti in incidenti stradali, di cui 17 (il 42,5%) fra gli 0 e i 4 anni, 11.407 sono stati i feriti, di cui 2839 (25%) fra gli 0 e i 4 anni. Anche se l’Italia si sta avvicinando all’obiettivo “vision zero” per la mortalità sulle strade dei bambini, il campanello d’allarme è proprio la percentuale di vittime fra gli 0 e i 4 anni che è passata dal 19,3 % del 2001 al 42,5% del 2015. Fra questi, molto elevata è la percentuale di vittime su strade urbane, a riprova del fatto che non sono più sicure, nonostante la velocità contenuta.

Molti relatori, inoltre, hanno sottolineato come, in base ai risultati dei crash test e alla nuova normativa europea, sia molto più sicuro posizionare i seggiolini sul sedile posteriore in senso contrario di marcia per i bambini fino ai 15 mesi (meglio ancora sarebbe fino ai 4 anni, quando le ossa del cranio si sono ormai formate e irrobustite).

Ma cosa fare, quindi, per sensibilizzare i genitori ad un maggior uso dei seggiolini per la sicurezza dei loro bambini? Secondo Assogiocattoli, una buona strada potrebbe essere quella delle agevolazioni per i consumatori (detrazioni, riduzione iva, ecc.) e maggiori controlli che ne garantiscano il corretto utilizzo. Secondo le istituzioni, invece, un ruolo importante è rappresentato dalla corretta informazione che può passare anche dalle scuole, quindi dagli stessi bambini, sull’esempio di quanto già avviene in Svizzera e in Spagna, e dalle campagne di comunicazione.