Si chiude il 2016 ma il Dieselgate è destinato a protrarsi anche nell'anno venturo. In America Volkswagen ha già patteggiato risarcimenti multimiliardari prima con le autorità statunitensi e più recentemente con quelle canadesi, per i motori diesel 2.0. Ora tocca ai 3.0 TDI: Volkswagen annuncia un accordo da 225 milioni di dollari con il Dipartimento di Giustizia statunitense quale compensazione per le emissioni di NOx dei motori V6, cui verranno aggiunti 25 milioni per lo sviluppo di infrastrutture per veicoli green in California. Le vetture coinvolte sono circa 83 mila, tra Volkswagen, Audi e Porsche immatricolate: 63 mila immatricolate dal 2013 al 2016 e 20 mila dal 2009 al 2013. I clienti potranno scegliere se restituire le automobili o sottoporle a richiamo per le modifiche del caso alla centralina.

Nel frattempo in Germania Il Gruppo Volkswagen ottiene tutte le approvazioni per l’aggiornamento dei motori TDI dall’Autorità Federale per i Trasporti tedesca (KBA). Il KBA ha nuovamente confermato che l’implementazione delle soluzioni tecniche per i modelli interessati non comporterà alcun effetto peggiorativo su consumi di carburante, prestazioni del motore o emissioni acustiche. All’esito dell’intervento, le vetture rispetteranno pienamente tutti i requisiti legali e gli standard vigenti in materia di emissioni.

Nelle prossime settimane i marchi del Gruppo interessati informeranno i proprietari delle vetture in Europa e in altri Paesi. Tutti i Clienti potranno quindi fissare un appuntamento nel breve termine per l’aggiornamento dei loro veicoli presso un Centro di Assistenza autorizzato.