I termini della vicenda legata alle emissioni inquinanti di alcuni modelli FCA rilevate dall'ente tedesco KBA restano esattamente quelli tratteggiati da Graziano Delrio nei giorni scorsi, in replica alle richieste tedesche di un richiamo di Fiat 500X, Fiat Doblò e Jeep Renegade, accusati di non rispettare la normativa.  A cambiare sono le parole e il livello del confronto istituzionale. L'incontro tra il premier Paolo Gentiloni e la cancelliera Merkel a Berlino è vissuto, sul tema in questione, di dichiarazioni soft, sebbene la sostanza non sia cambiata.

«Abbiamo avuto polemiche in questi giorni, in particolare quella per alcuni veicoli Fca e ho ribadito in tutta amicizia ad Angela Merkel che sono questioni regolate da leggi e sono le singole autorità nazionali di omologazione ad avere il compito di fare questi esami. Noi decidiamo per quello che ci riguarda e i tedeschi decidono per quanto riguarda delle loro questioni», le parole del presidente del Consiglio dopo l'incontro.

La prossima partita è attesa in sede europea, con la mediazione tra i due paesi in attesa di una data, come annunciato dal ministero dei Trasporti italiano. E conferma del clima apparentemente di collaborazione che si è voluto trasmettere da Berlino arriva dal commento del presidente di Confindustria Boccia: «Mi sembra che le parole di Calenda (ministro dello Sviluppo economico; ndr) siano significative: dobbiamo evitare di fare una guerra tra noi perché la partita è tra noi e altri, e non fra paesi d'Europa, né tra industrie d'Europa. Questo è il metodo che dovremmo fare nostro nell'interesse d'Europa».

Boccia che ha ammesso peraltro come il tema emissioni FCA abbia «pesato poco» all'interno della Conferenza economica italo-tedesca, «intanto come italiani auspichiamo che la Fiat possa dimostrare quanto prima di poter uscire da questa empasse. Mi sembra che sia più una questione interna alla Germania che non in rapporto alla denuncia della questione italiana».