In gennaio sono state immatricolate in Italia 171.556 autovetture con una crescita sullo stesso mese del 2016 del 10,1%. Si tratta di un risultato decisamente positivo e in qualche misura inatteso. Dopo 36 mesi in crescita e dopo incrementi medi annui che hanno sfiorato il 16% sia nel 2015 che nel 2016, un momento di pausa sarebbe stato fisiologico anche in una situazione delle immatricolazioni decisamente proiettata alla crescita come è certamente quella attuale.

Sul fronte delle alimentazioni, il diesel perde un po’ di rappresentatività, mentre recupera la benzina. In particolare, dopo le flessioni che hanno caratterizzato lo scorso anno, il Gpl segna in gennaio un incremento superiore al 30%, grazie alla commercializzazione di importanti nuovi modelli, mentre registra un forte calo in volume il metano che arriva a rappresentare appena l’1,8% del totale mercato. In crescita di oltre il 40% le ibride e le vetture elettriche che incrementano i volumi venduti del 63,5%.

IL MERCATO AUTO ITALIANO, MARCA PER MARCA

Tra i singoli costruttori , l'effetto Giulia comincia a pesare su Alfa Romeo: +27,2%. La pressione della domanda di sostituzione rinviata durante la crisi ha però continuato a influenzare positivamente la propensione degli italiani all’acquisto di nuove auto. E ciò nonostante il maltempo e il terremoto e, soprattutto, nonostante il fatto che la ripresa dell’economia stia procedendo con un ritmo decisamente contenuto e che il clima di fiducia dei consumatori abbia accusato nella seconda metà del 2016 un sostanziale ridimensionamento a cui è seguito, però, un recupero proprio nel mese scorso.

TOP 10 MERCATO ITALIANO

Il dato sulle immatricolazioni di gennaio è assolutamente coerente con la previsione avanzata dal Centro Studi Promotor nella conferenza stampa tenuta all’apertura del 40° Motor Show di Bologna, previsione che ipotizza per il 2017 un volume di immatricolazioni di 2.031.000 unità e quindi una crescita sul 2016 di circa l’11%. Le attese per i prossimi mesi sono infatti positive e un orientamento favorevole sull’evoluzione a breve del mercato emerge anche dall’inchiesta congiunturale mensile condotta dal Centro Studi Promotor a fine dicembre. Da questa rilevazione risulta che gli operatori che si attendono domanda in aumento a tre/quattro mesi sono il 24%, mentre il 66% si attende stabilità sugli elevati livelli attuali e solo il 10% teme un rallentamento della domanda. Tra l’altro, dalla stessa fonte, risulta che, a fine gennaio, l’82% dei concessionari indica sui livelli normali o alti l’affluenza di visitatori nei saloni di vendita, affluenza che è un elemento importante per valutare le prospettive di vendita a breve.

GENNAIO 2017, IMMATRICOLAZIONI PER GRUPPI

Ci si può chiedere come possa il mercato dell’auto continuare a crescere con un tasso decisamente sostenuto mentre il recupero dell’economia è ancora lento. Secondo il Centro Studi Promotor questa situazione è dovuta a cinque buone ragioni.

La prima è costituita dal fatto che, mentre nella crisi che ci stiamo lasciando faticosamente alle spalle il prodotto interno lordo ha subìto un calo massimo di circa il 9%, per il mercato dell’auto la contrazione massima è stata del 48%.

La seconda ragione va ricercata nel fatto che la domanda di sostituzione rinviata durante la crisi è stata soltanto in parte recuperata negli ultimi due anni.

La terza ragione è il fatto che la fortissima innovazione tecnologica che sta caratterizzando l’automobile e il conseguente lancio di molte novità decisamente attrattive sta esercitando una forte pressione sulla domanda.

La quarta ragione è il fatto che, anche se lenta, la ripresa dell’economia è in corso e le attese per il futuro sono di ulteriore miglioramento e la conseguenza è che gli italiani, che durante la crisi avevano congelato i loro risparmi in vista di tempi peggiori, hanno ricominciato a riutilizzarne parte ed anche a far ricorso al credito per acquistare nuove automobili.

La quinta e decisiva ragione è legata alla circostanza che il Pil italiano del 2016, nonostante sia ancora inferiore al livello ante crisi, supera comunque del 5,6% quello medio annuo del periodo 1996-2000 in cui la media annua degli acquisti era di 2.243.000 autovetture. Il nostro Paese dispone dunque di risorse sufficienti per alimentare una domanda di auto decisamente superiore a quella degli ultimi anni e, se la fiducia nel futuro tiene, è disponibile ad investire ancora in nuove automobili.