Ferrari continua a navigare col vento in poppa. Dal quartier generale di Maranello arrivano i risultati economici 2016 e gli azionisti del Cavallino posso festeggiare. Una volta approvati i conti dal CdA, Ferrari - che ha debuttato a Piazza Affari giusto un anno fa - distribuirà agli azionisti dividendi per 0,635 euro ad azione (del valore di circa 60 euro ciascuna), per un totale di 120 milioni di euro. 

Il merito è non solo delle vendite, anche se per un marchio il cui fondatore credeva fermamente nella necessità di produrre un’auto in meno di quanto richieda il mercato, stanno costantemente aumentando. Sotto la guida del nuovo timoniere, Sergio Marchionne, siamo passati dai 7.200 mila esemplari del 2014 siamo arrivati agli 8.014 del 2016, con l’obiettivo di toccare quota 8.400 al termine dell’anno appena iniziato, fino alle 9.000 unità prospettate da Marchionne entro un paio d’anni. 

I modelli trainanti sono le nuove V8, tra cui 488 GTB e 488 Spider, la cui vendita è aumentata dal 5%. In aumento del +4% le consegne dei modelli a 12 cilindri (V12), grazie al recente lancio sul mercato dei modelli GTC4Lusso e LaFerrari Aperta, che stanno andando a regime, e alla solida performance della F12tdf.

E tutti i mercati hanno contribuito: nell’area Emea (Europa e Medio Oriente), sono state distribuite 3.610 Rosse, con una crescita dell’8%. Gli Stati Uniti rimangono la terra promessa di Maranello e nelle sole Americhe sono state vendute 2.687 vetture, mentre la Cina è cresciuta solo dell’1%, con 619 automobili contro le 610 dell’anno precedente. Performance non esaltante da addebitare anche alla decisione di Ferrari di concludere la collaborazione con l’attuale distributore di Hong Kong nel quarto trimestre 2016.

Passando ai conti veri e propri, i ricavi netti si sono attestati a 3.105 milioni di euro, con un incremento di 251 milioni, pari al +8,8% rispetto al 2015. I ricavi da Automobili e parti di ricambio hanno registrato un incremento del 5% rispetto all'esercizio precedente, toccando quota 2.180 milioni. Non solo auto, si diceva. Ferrari guadagna anche dalla vendita di motori e grazie alle performance dei cugini di Maserati e all'aumento dei ricavi generati dalla fornitura ad altri team di Formula 1, a Maranello sono entrati 338 milioni (+55%), solo grazie ai propulsori. 

In rialzo anche i ricavi da sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio, che valgono complessivamente 488 milioni, +11%, grazie soprattutto al miglior posizionamento nelle classifiche del Campionato 2015 rispetto alla stagione precedente. E per quest’anno gli obiettivi sono ancora più ambiziosi: 3,3 miliardi di ricavi netti, 8.400 auto vendute e un indebitamento netto in discesa fino a 500 milioni, contro i 653 milioni del 2016.