E', a suo modo, un'interpretazione del concetto di family feeling, nonostante appartenenza diversissima. Airbus e Pagani sfruttano le ali per scopi opposti, adesso la firma dell'Atelier Pagani Automobili arriva a bordo del jet ACJ319 neo, un otto posti in grado di volare su distanze di 12.500 km o 15 ore consecutive. I colori, i materiali, gli accostamenti richiamano da vicino le soluzioni Pagani su Huayra. Una collaborazione che ha visto i designer Pagani, diretti dal responsabile dello stile degli interni, Alberto Piccolo, lavorare con i progettisti Airbus per valutare la compatibilità delle scelte di design con le necessità tecniche del jet. 

Il particolare forse più scenografico tra tutti è la presenza sul padiglione della cabina di una serie di schermi che rappresentano il vero ambiente esterno, il cielo sopra il velivolo o, in alternativa, immagini configurabili dagli ospiti. Cabina suddivisa in più aree, da paratie divisorie con telai in fibra di carbonio e vetrature dalle caratteristiche variabili: opache o trasparenti al semplice tocco di un tasto. 

Il pavimento è in legno, completato da tappeti in  pelle, mentre gli accessori e i mobili sono stati realizzati a mano, in fibra di carbonio. «Arte e scienza possono camminare mano nella mano, è la filosofia Pagani. La combinazione tra materiali compositi che rappresentano lo stato dell'arte, come il CarboTitanio -mai usato prima su un aereo - e il tipico linguaggio stilistico di Pagani Automobili ha da sempre costituito la nostra firma. Applicare il nostro tocco Rinascimentale sugli spazi più ampi delle cabine dei jet Airbus rappresenta l'inizio di una nuova avventura», ha commentato Horacio Pagani. 

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