McLaren Automotive ha scelto una sera fredda del dicembre 2017 per presentare la sua Sennamassima evoluzione di supercar della famiglia Ultimate Series, il manifesto della tecnologia dell'azienda di Woking ed erede della P1. Sarà prodotta in soli 500 esemplari ad un prezzo minimo indicativo pari a 945.500 euro.

Si chiama Senna perché è dedicata al pilota brasiliano tre volte campione del mondo di F1 scomparso il primo maggio 1994, in un pomeriggio gelido come il ghiaccio. Se una McLaren torna oggi a portare tatuato addosso il nome di Ayrton Senna, vuol dire fermare una lacrima che correva da 23 anni. Verrà prodotta dal terzo trimestre 2018. Già adesso l'inverno è finito.

Se poi a questa McLaren Senna dobbiamo trovare una data di nascita, quella è ancora più lontana nel tempo, il sabato 14 maggio del 1988, in quel giro di qualifica del Gp di Monaco in cui Ayrton conquistò la pole position rifilando al suo compagno di squadra Alain Prost oltre un secondo e mezzo di distacco.

La monoposto era la McLaren Mp4/4 giudicata tra le migliori della storia, ma soprattutto “il giro era quello perfetto”, come lo raccontò lui, frutto di una fusione tra uomo e macchina totale, un livello di prestazioni senza compromessi su concentrazione e dedizione. Un modo di gareggiare al confine con quello di vivere.

La nuova McLaren Senna nasce li, con la scelta che oggi sembra del tutto controcorrente di adottare una motorizzazione non ibrida, ma esclusivamente termica, un propulsore V8 4.0 litri biturbo montato in posizione centrale capace di 800 cv di potenza e 800 Nm di coppia. Da qui in poi, una vettura radicale nelle prestazioni fuse alle sensazioni, a trazione rigorosamente posteriore e gestita da un cambio a sette rapporti a doppia frizione.

Ragionando, la tecnologia qui ha una filosofia, la sua. La Senna pesa 1.198 kg, una cifra al minimo sindacale ottenuta utilizzando quasi esclusivamente fibra di carbonio per la monoscocca centrale a vasca , per la carrozzeria e per le finiture interne della vettura, dove non esiste letteralmente nulla di superfluo. I comandi sono stati centralizzati sul volante e sul Driver Display, mentre lo schermo sulla plancia permette di accedere ai vari settaggi progressivamente sempre più spinti per il motore, il controllo della trazione e le sospensioni, con la gestione anche delle barre antirollio ad azionamento idraulico.

L'inverno è finito anche per l'ennesimo dettaglio che scalda il cuore agli appassionati, il ritorno alle portiere laterali con profilo di apertura a diedro, cioè che scoprono anche una porzione del tetto, citazione della magnifica supercar stradale McLaren F1 GT del 1992, anche lei progettata dal genio Gordon Murray come le monoposto che hanno creato la legenda di Ayrton. La Senna di oggi va oltre, con il Race Active Chassis Control di seconda generazione che coordina il lavoro delle sospensioni con aerodinamica attiva anteriore posteriore. Il sistema di raffreddamento utilizza dei flap che creano una depressione aerodinamica e facilitano l'espulsione del calore senza intaccare il lavoro dell'ala posteriore. E da Woking non si comunicano ufficialmente dati sulle prestazioni. Del resto, a leggere di nuovo il cognome Senna su una McLaren si ragiona di assoluti, e non di paragoni.