E’ prontamente intervenuto l’a.d. Jim Hackett a smentire l’anticipazione data dall’agenzia Reuters, di una Ford pronta a trasferire la produzione di Ford Fusion e del corrispondente modello per il mercato europeo, Ford Mondeo, in Cina dal 2020, dall’impianto di Hermosillo (Messico) la Fusion e da Valencia (Spagna) la Mondeo.

«Non abbiamo alcun piano di esportare la prossima generazione di Fusion/Mondeo dalla Cina al Nord America e verso l’Europa. Fusion/Mondeo rappresenta un’importante parte della gamma Ford. Daremo maggiori informazioni sulla prossima serie in un momento successivo», ha comunicato Hackett. La notizia era emersa facendo riferimento a un piano condiviso da Ford con i fornitori, dal quale si prospettava la riorganizzazione della produzione di Mondeo/Fusion.

Puntando la lente sullo stabilimento di Valencia, nel quale viene prodotta oggi Ford Mondeo, il marchio ha annunciato nei mesi scorsi un investimento superiore ai 750 milioni di euro, adeguamento necessario per la produzione della prossima Ford Kuga, già oggi ad affiancare i monovolume S-Max e Galaxy. 

Un nuovo assetto è alla base dei programmi Ford, per contenere i costi e incrementare i ricavi. E se viene escluso la spostamento della produzione delle due berline medie - dai dati di vendita dimostrano essere in sofferenza, con un calo del 20% in nord America e in Europa, contro la consolidata crescita di suv e crossover -, dalla riorganizzazione della produzione Ford otterrà risparmi per 1 miliardo di dollari.

Ford Focus per il mercato statunitense si sposterà in Cina e lo stabilimento in Michigan oggi responsabile dell’assemblaggio curerà il nuovo Ford Ranger dal 2018. Restando sul territorio USA, l’impianto in Kentucky, incaricato della produzione dei truck, verrà potenziato con l’arrivo del nuovo Expedition e del Lincoln Navigator.