La Bugatti EB 110 è un simbolo degli anni ‘90, il cui nome omaggia Ettore Bugatti e i 110 anni della sua nascita. Nonché una delle prime hypercar, non solo per la potenza di 550 cavalli erogati dal motore V12, ma soprattutto per il telaio monoscocca in fibra di carbonio. Una scommessa nata a Campogalliano, in provincia di Modena, nel periodo in cui il marchio è di proprietà di Romano Artioli. Viene presentata nel ‘91 e in quattro anni ne vengono prodotti 139 esemplari, prima che la Bugatti a trazione emiliana chiuda i battenti. Parte dello stabilimento viene successivamente acquistato dalla Borel Engineering nel 2000, con l’intento di far rinascere la EB 110 avvalendosi del know how di alcuni ex dipendenti. 

Nasce il progetto Edonis, sotto la guida dell’ing. Nicola Materazzi, uno dei padri della Ferrari F40: conserva il telaio in fibra di carbonio e il motore, la cui cilindrata viene portata a 3.8 litri e potenziato fino a 700 cavalli, sostituendo i 4 turbo originali con due unità più grandi. Rinunciando anche alla trazione integrale, per scaricare tutta la potenza sull’asse posteriore, da gestire con un cambio manuale 6 marce. Una supersportiva senza fronzoli ma di devastante efficacia: durante i test a Nardò raggiunge i 359,6 km/h

L’obiettivo è costruirne circa 20 esemplari, da consegnare entro il 2002: Edonis viene presentata nei principali saloni ma il progetto si impantana. Fino ad oggi, grazie a Casil Motors, società di Las Vegas che vuole rilanciare il progetto, producendo la SP-110 Edonis Fenice. Che in pratica mantiene inalterate le specifiche della vettura progettata da Materazzi: motore biturbo V12 di 3.8 litri da 720 cavalli, trazione posteriore e cambio manuale. Solo 15 gli esemplari previsti, tutti realizzati sugli chassis originali del progetto EB 110 e carrozzeria in alluminio, con prezzi a partire da 690 mila euro.