Finito il tempo delle pubbliche relazioni a fondo perduto, la Cina entra a gamba testa nel piano attico dell'auto che conta. Secondo l'edizione domenicale della Bild, la Zhejiang Geely Automobile Holdings starebbe ormai portando a segno l'acquisizione di una quota del 5% del gruppo Daimler, destinata potenzialmente a salire tanto da trasformare l'azienda con sede a Hangzhou nel primo azionista di quella tedesca. Un colpo secco che secondo la stampa europea è ancora da confermare , ma per quella asiatica manca solo di un annuncio ufficiale.

Quota 5%. Geely si ritroverebbe a convivere con soci come il fondo sovrano del Kuwait e il suo 6,8% di azioni, con il fondo Blackrock, ovvero la più grande società di investimento nel mondo, che in Daimler pesa per il 6%, ma soprattutto con l'alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, che vale un 3,1%, ed è l'unica ad occuparsi di autovetture, dunque anche intrattenere rapporti industriali molto forti con la casa madre di Mercedes e Smart, con cui esistono scambi di tecnologie e motorizzazioni.

Geely sarebbe riuscita dunque dove ha fallito solo lo scorso novembre, vedendosi rifiutare da Daimler una offerta di acquisizione del 5%. Allora si trattò di una operazione “non ostile”, in sostanza una proposta, che potrebbe essersi trasformata nel frattempo in qualcosa di diverso, una prova di forza che il marchio cinese potrebbe aver vinto anche ricorrendo all'acquisto di titoli liberamente disponibili sul mercato. visto che Daimler è di fatto una Public Company.  Una strada che Geely non intenderebbe abbandonare in futuro, consolidandosi in questo modo come primo azionista di Stoccarda.

A passo di carica. Come cambia lo scenario è ora facile dirlo. Se l'operazione fosse confermata, rappresenterebbe uno spartiacque storico per l'industria dell'auto europea, legata finora al preconcetto di una invasione di vetture “made in china” e certo non preparata a quella che piuttosto sembra una intrusione nei consigli di amministrazione, a colpi di gradi investimenti.

Solo lo scorso settembre Il gruppo Geely aveva annunciato l'acquisizione del 51% delle azioni della Lotus , marchio prestigioso quanto quello Volvo, che già possedeva dal 2010 dopo averla acquistata da Ford per 1,8 miliardi di dollari e in una condizione economica molto compromessa. Sei anni dopo, ha raggiunto record di vendite e di profitti mai toccati nella sua storia. A dicembre, ancora Geely acquisiva poi dal fondo Cevian una quota superiore all'8% di Volvo Truck che, in aggiunta a quanto possedeva, proiettava i cinesi oltre il il 15% del capitale . Ora la mossa definitiva di Li Shinfu, 54enne ingegnere e patron dell'intera galassia produttiva e finanziaria Zhejiang Geely Holding Group, con un patrimonio personale stimato vicino ai 10 miliardi di dollari.

Li Shinfu intende entrare nella stanza dei bottoni non invadendo il nostro mercato, ma costruendo una rete di relazioni ed interessi che mettano in sinergia Lotus e Volvo con Daimler, come e più di quanto succede attualmente per Renault-Nissan-Mitsubishi. Badando al sodo, la terza o addirittura la prima quota di controllo in Daimler valgono la possibilità di accedere alle tecnologie per batterie elettiche di cui ha bisogno Volvo, in particolare la sua gamma a zero emissioni Polestar. Ricordiamo quanto avanti sia Mercedes nello sviluppo della sua famiglia di vetture EQ a trazione verde. Inevitabilmente, sul piatto anche le motorizzazioni ibride plug-in di Stoccarda. L'ingresso di Geely nel salotto importante dell'auto europea significa anche un cambio di rotta nei rapporti intercorsi in passato tra l'azienda cinese e FCA, in predicato secondo molti di essere acquisita, e ora immediatamente meno interessante per Li Shinfu.