In attesa della rivoluzione annunciata dal prototipo “Vision” che diventerà realtà produttiva non prima di 10-15 anni, il presente di Michelin per le vetture compatte si chiama Primacy 4. La quarta generazione di questa famiglia di pneumatici incarna lo stato dell’arte della tecnologia della Casa francese ed è il frutto di 3 anni di sviluppo.

Vanta prestazioni elevatissime sul bagnato e la proverbiale durata Michelin (18 mila km in più rispetto alla media dei concorrenti, secondo il marchio). Il nuovo pneumatico Primacy 4 si ferma un metro prima nella frenata sul bagnato quando è nuovo e tre metri prima della concorrenza a fine ciclo vita. La mescola del battistrada ha richiesto anni di ricerca ed ingenti investimenti per offrire migliori prestazioni utilizzando meno oli. Primacy 4 è disponibile in 60 dimensioni da 15 a 18 pollici, tutte dotate di cordolo di protezione.

Sono già 30 i modelli che lo adattano in primo equipaggiamento, ma l’obiettivo Michelin con il Primacy 4 è quello di superare le 120 omologazioni in primo equipaggiamento che aveva ottenuto Primacy 3. Il lancio del nuovo pneumatico ha consentito ai vertici di Michelin Italia di fare chiarezza e di prendere posizione sulla questione dello smontaggio degli pneumatici quando il battistrada raggiunge i 3 mm di spessore, talvolta anche prima.

Michelin la definisce una cattiva raccomandazione da parte di attori dell’industria dello pneumatico senza troppi scrupoli che vorrebbero introdurre il concetto di obsolescenza programmata nel comparto. L’attuale limite legale di 1,6 mm risponde perfettamente alle esigenze della mobilità moderna.

Smontare le gomme a 3 mm equivale a gettare in discarica 128 milioni di gomme in più ogni anno in Europa e il costo di questo comportamento, che già coinvolge la metà dei consumatori, si attesta sui 6,9 miliardi di Euro. In sostanza, Michelin denuncia questo malcostume perché la politica aziendale prevede di “fare di più con meno”, anche a discapito delle vendite.

Un recente studio di Ernst and Young dimostra che in Europa un cambio di pneumatici a 3 mm, anziché a 1,6 mm, avrebbe come conseguenza 9 milioni di tonnellate in più di emissioni di anidride carbonica l’anno e 1,5 milioni di tonnellate di materie prime perse annualmente, equivalenti ad una richiesta energetica di 290 milioni di tonnellate di petrolio greggio, vale a dire la produzione annuale di dell’8° e dell’11° produttore di petrolio al mondo (Messico e Venezuela) messi insieme. Per Michelin la performance sostenibile è la chiave della strategia aziendale. "A Clermont Ferrand si ragiona in termini di durata, non di consumo – ricorda Valerio Sonvilla, Responsabile Prodotto Auto Michelin Italia –. Responsabilità, sostenibilità e performance sono obiettivi su cui puntare insieme a tutta l’industria".