Cala il mercato dell'auto in Italia a marzo: -5,75%. Sono state immatricolate 213.731 autovetture. La contrazione, che segue un calo dell’1,4% in febbraio  e una crescita del 3,36% in gennaio, è dovuta ad un complesso di ragioni. A marzo  vi è stato un giorno lavorato in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, giorno lavorato che vale circa il 4,5% delle immatricolazioni mensili.

E soprattutto dopo la forte ripresa del 2015 (+16%) del 2016 (+16%) e del 2017 (+8%), nel 2018 la corsa delle immatricolazioni rallenta per ragioni fisiologiche. In terzo luogo un freno sulle decisioni di acquisto di beni di consumo durevole è venuto dalla consultazione elettorale a cui sta seguendo una fase post elettorale lunga e piena di incertezze.

La quarta ragione della frenata di marzo è la prosecuzione del rallentamento, in atto fin dall’ottobre scorso, nella politica dei chilometri zero.

Nello specifico, chiaroscuri per FCA. Con Fiat che ha patito un -20,3%, mentre Jeep ha continuato la sua corsa sfrenata a un +76,7% trascinata da Compass. Bene anche Alfa Romeo, +17%, con Stelvio al comando nella classifica dei SUV premium. In difficoltà Lancia, a -36,3%.

Difficoltà anche per Ford (-8,9%), Renault (-16,3%), Opel (-9,8%), Nissan (-10%), Suzuki (-36,3%), Smart (-15,9%), Mini (-23,1%) e Subaru (-25%).

In controtendenza virtuosa invece Volkswagen (+9,1%), Citroen (+18,6%), Dacia (+10,1%). Il primo trimestre del 2018 si è chiuso con 574.130 immatricolazioni e con un calo dell’1,55%. Non esagerato, ma la corsa certamente è rallentata