L’obiettivo in pista è di riuscire dove quest’anno ha avuto successo Porsche: vincere la 24 Ore di Le Mans 2019 in Classe GTE Pro. Aston Martin ha un anniversario da celebrare, i 60 anni dalla doppietta nella classifica generale, ottenuta dalla DBR 1, con la coppia Shelby-Salvadori davanti a Trintignant-Frere. L’epoca dell’automobilismo eroico ripreso, oggi, con un omaggio a quella vettura, l’auto inglese che ha registrato il più alto valore all’asta di sempre, con 22,5 milioni di dollari.

Aston Martin DBS Superleggera si offre al reparto Q, base d’elaborazione per soddisfare la commessa fatta da Aston Martin Cambridge. Ventiquattro esemplari, uno per ogni ora della vittoriosa Le Mans del ‘59. Nasce così Aston Martin DBS 59, con lo stesso verde factory Aston Martin Racing, la replica del tessuto utilizzato sui sedili, lavorato a mano dagli artigiani.

I dettagli in fibra di carbonio a vista, lucida, caratterizzano il tetto e lo splitter, lo spoiler e dettagli in coda. L’oro, ricorda la DBR 1 con la silhouette stilizzata sullo spoiler, grafica da abbinare ai loghi e scritte disseminati sul frontale e le fiancate.

DBS Superleggera, potenza brutale contro 812 Superfast: la prova

Una personalizzazione che trasforma gli interni, mette insieme pelle in nero Ossidiana e marrone castagna, con imputure dorate e logo “59” sugli schienali. Il mix di colori porta a spiccare il verde Aston Racing sulla console e parte dei pannelli porta.

Della DBR1 se ne costruirono 5 esemplari appena, i 24 di DBS 59 saranno tutti numerati, con un discreto bollino bianco posto sotto gli sfoghi d’aria sulle fiancate. I clienti che ordineranno una Aston DBS 59 avranno a bordo lo spazio per alloggiare due caschi, realizzato in cuoio. Caschi, così come le tute e i guanti (replica di Carroll Shelby) che faranno parte della lista di accessori a tema offerti a richiesta, fedeli riproduzioni degli oggetti usati nel 1959 dal team David Brown Racing che portò in pista le DBR 1 ed ebbe la meglio su Ferrari, Porsche, Jaguar.