Elon Musk rilancia sempre, su questo non v’è dubbio. Il patron di Tesla a “60 Minutes”, celebre programma della CBS, ha parlato a trecentosessanta gradi.

In primis ha lanciato l’ipotesi di essere disponibile a rilevare almeno una, ma anche di più, delle sette fabbriche che General Motors vuole chiudere in base al nuovo piano di ristrutturazione. In USA o in Canada non farebbe differenza: Musk punterebbe a nuove linee di montaggio aggiornate per poter produrre più Tesla.

Sarebbe un ricorso storico, la prima Gigafactory a Freemont in California è nata grazie al rilevamento dell’impianto Nummi, di Toyota e appunto GM.

Musk, che ha detto di non voler tornare alla presidenza del Marchio  e soprattutto ha annunciato che Model 3 “base”, la versione da 35.000 euro, forse l’auto più attesa degli ultimi quindici anni, arriverà entro cinque, sei mesi. Per l’estate 2019.

Usando anche una dose di autoironia. “Essere puntuale non è il mio pregio. Sono stato in ritardo con tutti gli altri Model? Per quale motivo dovrei rispettare i tempi con questo?”. La pentola di Elon, al solito, bolle parecchio. Il tempo dirà quanta carne, e quanto buona, ne uscirà.