EssereFerrari, un hashtag per accompagnare il lancio della nuova monoposto, carico di significati e che dà spazio al racconto di cosa voglia dire #EssereFerrari. Il rito della presentazione diverso da qualsiasi altro team, per la storia e il mito rappresentati; l’attesa e le aspettative riposte su una monoposto, la Ferrari SF90, che dovrà interrompere il digiuno iridato, Piloti e Costruttori. La pressione del sapere di avere un unico risultato e obiettivo ammissibile, la vittoria.

Da Maranello si parte con un assetto del tutto nuovo, assetto di uomini, tecnici, formazione piloti, prima ancora che meccanico/aerodinamico. Mattia Binotto team principal e responsabile dell’area tecnica che ha partorito il progetto 670, ora con un nome che dà ulteriore significato all’EssereFerrari: SF90 celebra i 90 anni dalla fondazione della Scuderia, SF90 poster da incorniciare, con il prossimo numero di Autosprint in edicola, nell’inserto speciale dedicato alla Rossa.

Cosa voglia dire, per Mattia Binotto, EssereFerrari, è un elencare valori, obiettivi e doveri:Essere Ferrari è passione, determinazione, appartenenza, integrità, coraggio, competizione, eccellenza, credo che uno potrebbe andare avanti all’infinità. Da parte nostra è un orgoglio e un dovere, di perseverare la tradizione della Scuderia e del nostro fondatore. Un dovere che si trasforma, per tutti noi che lavoriamo in Ferrari, nella nostra missione”.

Una missione: vincere. Da inseguire con la SF90 che, Binotto, racconta nei tratti evolutivi rispetto al progetto dello scorso anno. Alla colorazione, tinte di rosso diverse, preferisce parlare dell'essenza: "Preferisco concentrarmi sui contenuti che sul colore, sono più importanti. Partendo dal 2018, abbiamo ottenuto ottimi risultati, quest'anno rappresenta un’evoluzione, la monoposto non è rivoluzionaria, abbiamo cercato di evolverla per cercare di raggiungere maggiore velocità, abbiamo lavorato sull’anterore, il muso è un po’ diverso, abbiamo provato a spingere sull’innovazione, vedete il retro moltro rastremato, questo anche grazie al grande lavoro che, non si vede perché è sotto la scocca, svolto con l’installazione della power unit, il lavoro su tutti i componenti, per questo vediamo un risultato di questo tipo”