Sono giorni turbolenti per l’Alleanza Renault-Nissan. Mentre la vicenda giudiziaria legata a Ghosn, con le nuove accuse piovute da Tokyo sul capo dell’ex manager, resta sullo sfondo, i rapporti tra le due parti sembrano essere tesi se non prossimi alla rottura.

In Giappone non sembrano aver gradito la proposta fatta dalla Casa della Losanga di trasformare l’allenza in una fusione tra i due Costruttori. Sul tavolo la volontà di creare una nuova holding comune, con la sede in un Paese terzo non europeo, con quote divise al 50% tra gli azionisti delle società e presenza nel CDA equamente suddivisa tra le parti.

La proposta è stata avanzata da Renault per fare rispondere alle difficoltà finanziarie di Nissan. Infatti, mentre dal lato francese  i ricavi del primo trimestre sono in linea con le aspettative, confermando i target da raggiungere a fine anno seppur rivedendo al ribasso le stime sul mercato globale, Nissan non se la sta passando bene. I profitti operativi sono in calo el 45% e a marzo le vendite sono scese dll’8,2%. Prestazione negativa che preoccupa Parigi.

A fronte di questo scenario, la risposta giapponese sembra essere stata negativa. Mancano le conferme ufficiali, ma a quanto dicono le indiscrezioni la proposta di fusione sarebbe stata rifiutata non solo da Nissan, ma anche dal Governo giapponese che, tramite il Ministero dell’Industria, detiene delle quote del marchio.

Anzi, il CEO della Casa del Sol Levante, Hiroto Saikawa, si starebbe rifiutando categoricamente di discutere della cosa, sostenendo che la priorità è quella di rilanciare Nissan.

Uno scontro a tutto campo che si sta riflettendo anche sulle prossime nuove nomine del board, nel quale Bolloré vorrebbe entrare a fare parte, ma la cosa non è ben vista dai vertici di Yokohama.

Una situazione molto tesa che potrebbe addirittura esplodere con Nissan pronta a rivedere la formula di azionariato incrociato che regge l’Alleanza, stando sempre a quanto dicono le voci di corridoio.

Ricordiamo che l’Alleanza Renault-Nissan è nata nel 1999, con i giapponesi che detengono il 15% delle quote  Renault, mentre i francesi posseggono il 43,4% delle quote Nissan.