Continua il momento negativo per il mercato dell’automobile: anche agosto chiude con il segno meno. I dati parlano di un -3,1% che segue un luglio stabile, ma comunque in deficit dello 0,1%. L’UNRAE – Unione Nazionale Rappresentati Autoveicoli Esteri – ha individuato nell’incerta situazione politica una delle ragioni del calo, auspicando in un nuovo governo che punti sul rilancio del settore automobilistico.

UNRAE, IL PRESIDENTE CRISCI PREOCCUPATO

Parlando di numeri, sono state immatricolate 88.939 vetture a fronte delle 91.792 dell’agosto 2018. Sommando i dati di tutto l’anno 2019 fino ad oggi, le immatricolazioni toccano quota 1.325.162 unità, -3% paragonando il periodo a quello dell’anno scorso. Il Presidente dell’UNRAE Michele Crisci si esprime così: “In uno scenario già difficile per il mercato auto l’UNRAE auspica che al più presto possa essere pienamente operativo un nuovo Governo, e che questo voglia mettere finalmente e seriamente nella sua agenda il rilancio del settore automotive, uno dei comparti cardine della nostra economia, che ormai da troppo tempo sta soffrendo una crisi ben più grave di quella dell’economia in generale. È assolutamente necessario che le esigenze di finanza pubblica, pur imprescindibili, non vedano ancora una volta l’auto nel mirino del fisco, con misure punitive che puntano a fare cassa con accise, bolli, tasse e imposte varie, colpendo consumatori e imprese al tempo stesso. Parimenti, è sempre più urgente l’esigenza di una strategia di lungo periodo, mirante al rinnovo dell'attuale parco circolante tra i più vetusti d'Europa, un problema serissimo e non più rinviabile, tanto sotto il profilo ambientale che sotto quello della sicurezza. L’UNRAE si augura che il nuovo esecutivo sia in grado di mettere in campo azioni efficaci, incisive e tempestive per lo sviluppo del mercato e con esso dell’economia italiana e resta come sempre a disposizione delle Istituzioni per dare il proprio contributo nell’ottica di una mobilità sempre più innovativa e sostenibile da un punto di vista economico, sociale ed ambientale”.  

BONUS/MALUS INEFFICACE

Il bilancio, se si guarda non solo al 2019 ma agli ultimi dodici mesi, è ancora più sconfortante: da settembre 2018 a oggi il calo complessivo è del 5,1%. Per quanto riguarda l’efficacia del sistema bonus/malus entrato in vigore il 1° marzo dopo la manovra di bilancio, le immatricolazioni di auto che consumano meno di 20g/km di CO2 fanno registrare un +117%, mentre quelle tra i 21 e i 70 g/km calano del 5,3%. Le auto soggette al malus, per contro, crescono del 55%, con un notevole +92% per quelle che consumano tra i 161 e i 175 g/km. La manovra del governo risulta così inefficace per spostare il mercato verso l’ecologico.

Immatricolazioni auto: a luglio -0,1%

I DATI PER LE ALIMENTAZIONI

Nel mese di agosto il diesel riduce di oltre 1/3 i volumi immatricolati, fermandosi al 38,1% di quota di mercato con una perdita di 18,1 punti. La flessione negli otto mesi è del 25% con una rappresentatività al 41,8% (-11,9 punti). Tutto ciò a vantaggio del benzina, che cresce nel mese del 45,2% in volume e di 14,7 punti percentuali in quota, raggiungendo il 43,8% del totale. Da gennaio si conferma al 43,5% di quota (+10,4 punti). I trend sono confermati anche nell’analisi effettuata al netto del noleggio. In aumento ad agosto anche il Gpl: +18% (ma +26,7% al netto del noleggio), superando il 10% di quota di mercato, con un 7,2% di rappresentatività in gennaio-agosto. Negli ultimi trenta giorni Il metano incrementa di oltre 1/3 i volumi immatricolati, portandosi al 2,5% di quota di mercato (1,7% da gennaio). Rallenta l’incremento dell’ibrido che cresce in agosto del 5,6% (senza noleggio solo il +1,1%), al 4,9% di quota nel mese e 5,4% nel cumulato (dove l’incremento dei volumi è del 25,7%). Infine, le vetture elettriche segnano un aumento del 181,1% portandosi allo 0,6% di quota sul totale (0,5% nel cumulato), in linea con l’analisi al netto del noleggio.

Prezzi della benzina in aumento con la crisi di governo

GRUPPO FCA IN NEGATIVO

Per il gruppo FCA i primi otto mesi del 2019 hanno segnato un -13,04% rispetto a gennaio-agosto 2018, e Fiom sottolinea un dato preoccupante: dal 1999 la produzione FCA di auto in Italia è calata da 1.410.459 a 670.932, più che dimezzata, costando una perdita dei posti di lavoro del 41%. Il presidente di Anfia Paolo Scudieri si unisce al coro di UNRAE, pregando che “il Paese raggiunga la stabilità politica il prima possibile, per scongiurare il protrarsi di un clima di incertezza”.