C’era attesa per capire come le borse avrebbero reagito all’annuncio dell’intesa per la fusione tra il gruppo italiano FCA e quello francese PSA. Il mercato, al momento, sta premiando proprio le azioni di FCA, che a Piazza Affari, sull’onda di un rialzo che dura da tre giorni, oggi hanno compiuto un balzo in avanti di circa 8 punti.

Meno bene invece PSA che, in contro tendenza rispetto a FCA, fa segnare in avvio di contrattazioni alla borsa di Parigi una variazione negativa del 4,5%.

Se le notizie della fusione quindi hanno del tutto corretto la debolezza mostrata dal tiolo FCA, in vista dei conti del terzo trimestre che saranno presentati oggi, effetto opposto stanno avendo su Peugeot, che sull’andamento da inizio anno ha avuto finora un +34%, ben al di sopra del 18,5% del settore.

Le reazioni

Il ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire, "accoglie favorevolmente" il progetto di fusione tra Psa e Fiat Chrysler (Fca) ma lo Stato francese, azionista di Psa, resterà "particolarmente vigile" sulla tutela dell'apparato industriale in Francia: è quanto si legge in una nota diffusa dal ministero francese dell'Economia.

"Si conferma una propensione europea ed un grande gigante potenzialmente europeo che è nella linea di ciò che sosteniamo", ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a Bolzano, commentando le notizie sulla fusione tra Fca e Psa. "Occorre considerare la concorrenza in Europa non solo in chiave nazionale - ha aggiunto Boccia - Abbiamo bisogno di giganti europei per affrontare le sfide con Cina e Usa". La fusione, ha concluso, darebbe vita ad "una dimensione aziendalistica interessante".

"C'è una fortissima preoccupazione per gli stabilimenti. In Italia c'è una capacità produttiva installata di 1,5 mln di auto, ma ne vengono prodotte meno della metà. I nostri stabilimenti sono pieni di cassintegrati, la fusione è molto rischiosa", così Francesca Re David, segretario generale Fiom Cgil questa mattina a Radio anch'io, Rai Radio1, secondo quanto riporta una nota della trasmissione.

Per il premier Giuseppe Conte  "È un'operazione di mercato, non posso giudicare l'accordo ma quello che preme al governo è che sia assicurato il livello di produzione e quello di occupazione in Italia e quindi la continuità aziendale". 

I marchi coinvolti

Fusione che è bene ricordare, coinvolge una nutrita galassia di marchi: Peugeot, Citroen, Opel, Vauxhall e DS da parte francese e Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Fiat, Fiat Professional, Jeep, Lancia, Maserati, Mopar, Ram e SRT da parte italiana.