Ma a parte il McDrive, cos’hanno in comune macchine e McDonald’s? Ci ha pensato Ford a trovare il punto di incontro grazie alla partnership con il colosso di fast food statunitense. Proprio negli Usa la collaborazione iniziata è all’insegna del riciclo e dell’economia circolare. Le due aziende stanno lavorando per trasformare quell’involucro che si stacca durante il processo di tostatura del caffè in materiale da utilizzare per la costruzione di auto.

Il processo

Questo è un valido esempio di economia circolare in cui diverse industrie lavorano insieme scambiandosi materiali che altrimenti sarebbero semplicemente prodotti collaterali o di scarto” dichiara Debbie Mielewski, capo del team Sustainability and Emerging materials research di Ford. Un sistema, questo, che permette di ridurre sprechi e abbassare notevolmente l’impatto sull’ambiente. Attraverso i residui del caffè, come le bucce, possono essere trasformati in plastica che, a sua volta, può andare a rinforzare alcune parti della vettura. Si cuoce tutto a temperature alte, insieme a plastica e additivi. Il risultato? Pellet da modellare a seconda delle esigenze, come la copertura dei fari o altri dettagli interni.

I vantaggi

Oltre alla resistenza, altri punti di forza sono la leggerezza e il risparmio energetico. Questi materiali sono, infatti, più leggeri del 20% della plastica tradizionale e richiedono il 25% in meno di consumo di energia. “Come McDonald, Ford si impegna a ridurre al minimo gli sprechi e siamo sempre alla ricerca di modi innovativi per raggiungere tale obiettivo”, ha dichiarato Ian Olson, senior director sostenibilità globale di McDonald. “Trovando un modo per utilizzare la buccia di caffè come risorsa, stiamo migliorando il modo in cui le aziende, insieme, possono aumentare la partecipazione all'economia a circolare”. 

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